Un altro passo avanti, con un passaggio a Bruxelles, per sostenere il progetto Einstein Telescope. Quello che vede l’Italia candidata a ospitare l’interferometro più grande al mondo per studiare, tra i 200 e i 400 metri di profondità nella miniera dismessa del nuorese, le onde gravitazionali.

La candidatura italiana è stata al centro di una conferenza di presentazione a Bruxelles (il 24 marzo) nell’edificio Altiero Spinelli, nella sede del Parlamento Europeo. Obiettivo dell’iniziativa, promossa dalla Regione Sardegna in collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare «portare la proposta italiana all’attenzione della massima istituzione europea, in una fase ormai cruciale nel percorso che porterà alla scelta del sito o dei siti che ospiteranno il futuro esperimento, attesa nel 2027».

L’alleanza con la Sassonia

L’Einstein Telescope, considerato un progetto di punta a livello internazionale, nel 2021 è stato incluso nella Roadmap di ESFRI (European Strategy Forum on Research Insfrastructures), l’organismo europeo che indica su quali infrastrutture scientifiche è decisivo investire in Europa, grazie a una proposta a guida italiana, supportata da Belgio, Paesi Bassi, Polonia e Spagna. All’incontro anche il Ministro della Scienza dello Stato libero di Sassonia, Sebastian Gemkov. «La presenza dei rappresentanti delle due regioni, entrambe candidate a ospitare ET rispettivamente nelle aree di Sos Enattos, nel Nuorese, e in Lusazia – fanno sapere dalla Regione -, conferma il forte spirito di collaborazione tra Sardegna e Sassonia, sancito dalla firma di una dichiarazione di intenti per consolidare la cooperazione scientifica, lo scorso 12 gennaio a Roma, e rafforzato da un recente incontro operativo a Dresda».

In campo oltre 1,4 miliardi

Per la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde quanto si sta realizzando «parla non solo di scienza e ricerca, ma anche del mondo economico e sociale europeo».

Per il progetto sono già stati stanziati 1,4 miliardi di euro (350 milioni erogati dalla Regione Sardegna e 950 dallo Stato che ha sposato il progetto) a cui si aggiungeranno altre risorse.

Condividere.
Exit mobile version