Circa tre milioni di donne colpite in Italia. La media di ben sette anni per avere una diagnosi dalla comparsa dei primi segnali. Con la conseguenza che circa una su 4 ne risente nella vita lavorativa o nello studio. Sono i numeri dell’endometriosi, definita anche malattia silenziosa o invisibile perché, nonostante colpisca il 10-15% delle donne in età fertile, si manifesta con sintomi spesso sottovalutati.
Cronica e invalidante, per ora senza una cura definitiva, l’endometriosi consiste nella crescita, al di fuori dell’utero, di tessuto simile all’endometrio che va così ad attecchire su organi diversi, come ovaie, tube, intestino, vagina e vescica, causando infiammazione e aderenze che possono anche causare infertilità.
L’endometriosi si manifesta spesso già in adolescenza con dolori mestruali intensi (dismenorrea), troppo frequentemente sottovalutati o considerati “normali”. Ma il dolore può comparire anche al di fuori del ciclo, durante i rapporti sessuali, l’evacuazione e associarsi a disturbi gastrointestinali.
“Non date tempo al dolore di cronicizzare. Giocate d’anticipo. Portate le adolescenti a visita ginecologica quando il dolore rappresenta un elemento di disturbo sulle attività quotidiane. Soffrire per essere donne non è giusto e soprattutto non è la normalità. Spegnere il fuoco della neuroinfiammazione, consente di evitare la cronicizzazione del dolore, per garantire una qualità di vita ottimale”. È questo l’appello di Flaminia Coluzzi, Responsabile del Centro Terapia del Dolore Onco-Ematologia dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma e docente presso il Dipartimento di Scienze Medico Chirurgiche e Medicina Traslazionale dell’Università La Sapienza di Roma, in occasione della Giornata Mondiale dell’Endometriosi.
Capire il dolore: i campanelli d’allarme
“Occorre sensibilizzare soprattutto le giovani donne sul significato del dolore durante il ciclo mestruale, come principale “campanello di allarme” per lesioni endometriosiche – spiega Coluzzi – La maggior parte delle donne in cui viene fatta diagnosi di endometriosi riferisce dismenorrea nell’adolescenza. Ci sono criteri per distinguere una dismenorrea primaria, che si accompagna fisiologicamente alla mestruazione, rispetto ad un dolore, con significato patologico, che nasconde una patologia sottostante. Il ginecologo è la figura di riferimento per inquadrare il singolo caso e per effettuare una diagnosi precoce, che eviti le spiacevoli conseguenze di questa malattia. Sarà il ginecologo ad individuare la terapia ormonale più idonea per controllare la patologia”.

