«Continuare a investire in innovazione è la chiave per mantenere il sistema elettrico ed energetico sicuro, flessibile e resiliente». A dirlo è Franco Cotana, amministratore delegato di Ricerca sul sistema energetico italiano (Gruppo Gse), in occasione della 31esima riunione tenuta a Roma dell’executive committee di Isgan (International smart grid action network), il principale organismo globale impegnato nello sviluppo e nell’integrazione delle reti elettriche intelligenti, presieduto a livello mondiale da Rse.

Nel corso dei lavori (che hanno coinvolto anche operatori come Terna, Enel e Areti, oltre a rappresentanti della Commissione europea e del Joint Research Centre) è emersa la centralità delle reti intelligenti come infrastruttura abilitante della transizione. «Infrastrutture di rete moderne, digitali e intelligenti sono il vero abilitatore della transizione energetica», ha sottolineato Cotana. L’integrazione delle diverse fonti energetiche rappresenta una leva decisiva per ottimizzare i flussi, contenere i costi per imprese e cittadini e rafforzare la stabilità complessiva della rete. La possibilità di bilanciare fonti diverse consente inoltre di gestire la variabilità delle rinnovabili e di ridurre il rischio di blackout.

All’appuntamento romano hanno preso parte oltre 40 delegati provenienti da 18 Paesi. I lavori di ISGAN sono stati aperti dal prof. Franco Cotana, a cui hanno fatto seguito gli interventi di Luciano Martini, Chair di ISGAN e direttore del Dipartimento Tecnologie di Generazione e Materiali di RSE, affiancato dai rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Marilena Barbaro e Stefania Crotta. A completare il quadro, il contributo di Michele de Nigris, alla guida dell’IEA Coordination Group on Energy System Flexibility, che ha illustrato le più recenti evoluzioni in materia di flessibilità dei sistemi energetici.

Il contributo di Rse si sviluppa su più livelli: a livello internazionale, con la partecipazione a Mission Innovation (iniziativa globale lanciata alla Cop21 di Parigi nel 2015) e, dal 2021, con la guida della Green Powered Future Mission. La collaborazione con ENTSO-E ha portato inoltre alla definizione di documenti strategici per lo sviluppo delle reti europee, tra cui le roadmap 2020-2030 e 2024-2034 e il più recente Implementation Plan 2026-2030.

Sul piano nazionale, l’attività di supporto al Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica ha contribuito alla definizione dei bandi previsti dal D.M. 386/2023, con risorse pari a 221 milioni di euro distribuite su sei aree strategiche, dalla digitalizzazione delle reti alle tecnologie per l’idrogeno, includendo anche attività di co-creazione con gli stakeholder e la predisposizione di oltre 130 FAQ tecniche.

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