Confindustria Ceramica ricorda poi che il dossier non è chiuso. Si apre adesso la fase del trilogo, il negoziato interistituzionale nel quale Consiglio, Parlamento e Commissione devono concordare il testo finale. «Ora dobbiamo essere tutti compatti per il trilogo. Sappiamo che non sarà facile, ma bisogna portare a casa questo risultato essenziale per sostenere gli sforzi di decarbonizzazione in atto delle imprese ceramiche, mantenendo in Europa investimenti, innovazione e occupazione», sostiene Ciarrocchi. «Chiediamo a governo e Parlamento di continuare a sostenere con decisione, nel negoziato, un benchmark settoriale per la ceramica», conclude.
Orsini: «Voto Parlamento Ue su Ets passo cruciale, su energia battaglia fondamentale»
«Dopo due anni di impegno e di battaglia, il voto in plenaria del Parlamento europeo sui benchmark Ets è un passo cruciale e indispensabile per avviare una seria revisione di questa disciplina a vantaggio dell’industria e soprattutto di quei distretti, a cominciare dalla ceramica, che stavano rischiando l’estinzione», commenta il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. Che sottolinea: «Quella sull’energia è una battaglia fondamentale per il rilancio della competitività dell’industria europea e per questo Confindustria la porta avanti senza esitazioni, tutti i giorni e in tutte le sedi».
«Siamo in un processo complicato e determinante, in cui – prosegue – ognuno deve fare la sua parte: diamo atto al presidente del consiglio del lavoro fatto in Europa, battaglia giusta per la flessibilità, e battaglia giusta per la revisione degli Ets. Su questo punto, oggi ci fa piacere registrare la compattezza delle forze politiche italiane, oltre gli schieramenti, e in particolare il grande impegno del Partito Democratico guidato a Strasburgo da Annalisa Corrado». «Ora – dice ancora Orsini – serve coraggio per continuare nella reindustrializzazione dell’Europa lasciando da parte tutte le impostazioni ideologiche. Sappiamo bene che questa decisione non segna la fine della partita, ma è un passo indispensabile per portare avanti il negoziato europeo tra Parlamento, Commissione e Consiglio, il cosiddetto trilogo, per arrivare a un testo finale concordato che risponda concretamente alle esigenze delle imprese italiane ed europee. Sull’energia tutti gli Stati dovrebbero compattarsi e non dividersi, soprattutto i grandi Stati industriali come Italia, Francia e Germania, per sostenere insieme le istanze della nostra manifattura. E soprattutto quelle dei distretti ormai da tempo esposti al rischio di deindustrializzazione».

