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Home » Farmaci anti obesità: appena si smettono si riprende peso al ritmo di quasi mezzo chilo al mese
Salute

Farmaci anti obesità: appena si smettono si riprende peso al ritmo di quasi mezzo chilo al mese

Sala StampaDi Sala StampaGennaio 8, 20263 min di lettura
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Farmaci anti obesità: appena si smettono si riprende peso al ritmo di quasi mezzo chilo al mese

La perdita di peso ottenuta grazie ai farmaci anti-obesità non è per sempre: con l’interruzione del trattamento, infatti, si ricomincia a prendere peso al ritmo di circa 400 grammi al mese. Peggiorano anche gli indicatori della salute cardiovascolare e del diabete. Sono i dati che emergono da uno studio condotto da ricercatori della University of Oxford pubblicato sul British Medical Journal. Sotto la lente oltre 9mila pazienti che hanno fatto ricorso ai farmaci anti obesità. Intanto in Inghilterra è appena scattato il divieto alla pubblicità tv sul cibo spazzatura prima delle 21

Lo studio pubblicato sul British Medical Journal

I nuovi farmaci per il trattamento dell’obesità (i cosiddetti agonisti del GLP-1) “sono destinati a trasformare il trattamento di routine dell’obesità, con i partecipanti agli studi clinici che hanno perso il 15-20% del loro peso”, scrivono i ricercatori. Tuttavia, “il 50% delle persone con obesità interrompe l’assunzione di agonisti del recettore del GLP-1 entro 12 mesi dall’inizio del trattamento. Quindi, è importante comprendere cosa accade al peso corporeo dopo l’interruzione”. La ricerca ha analizzato congiuntamente 37 studi per un totale di oltre 9 mila persone in cura con i farmaci anti-obesità. I pazienti hanno assunto il trattamento per circa 9 mesi. Dopo l’interruzione ci sono voluti meno di 2 anni perché tornassero al peso originario; ancora più veloce la regressione dei progressi in termini di marcatori della salute cardiovascolare e metabolica (1,4 anni). “Questi dati suggeriscono che, nonostante il loro successo nel raggiungere la perdita di peso iniziale, questi farmaci da soli potrebbero non essere sufficienti per il controllo del peso a lungo termine”, sottolineano i ricercatori, che sottolineano che la ricerca “mette in guardia dall’uso a breve termine” di questi farmaci. In generale, conclude in un editoriale pubblicato a corredo dell’articolo Qi Sun, docente all’Harvard Medical School di Boston, “comportamenti alimentari e stili di vita sani dovrebbero rimanere il fondamento del trattamento e della gestione dell’obesità, con l’uso di farmaci come gli agonisti del recettore del GLP-1 come coadiuvanti”.

In Uk scatta il divieto di pubblicità del junk food prima delle 21

Intanto è entrato in vigore nel Regno Unito il divieto di pubblicità per il cosiddetto cibo spazzatura (in inglese ‘junk food’) in televisione prima delle 21 e il bando totale per le promozioni online. La stretta, che mira a contrastare la diffusione dell’obesità infantile nel Paese, colpisce 13 categorie di prodotti ad alto contenuto di grassi, zuccheri e sale. Il rispetto delle nuove norme sarà controllato dalla Advertising Standards Authority (Asa), organismo di regolamentazione della pubblicità. Le restrizioni previste si applicano a una vasta gamma di alimenti, come bibite, snack, surgelati e dolciumi, sulla base di un sistema di punteggio nutrizionale. Anna Taylor, direttrice della Food Foundation, ha definito il provvedimento come una “pietra miliare di portata mondiale” per proteggere i minori dall’esposizione costante a messaggi pubblicitari dannosi per la loro salute. Nonostante il divieto sia scattato da oggi, l’industria pubblicitaria britannica aveva già iniziato ad aderire volontariamente alle nuove linee guida dallo scorso ottobre, al fine di adeguare gli spot ai requisiti previsti dalla normativa. L’iniziativa era stata introdotta dal governo laburista con l’obiettivo di contrastare un fenomeno allarmante: si calcola che il 22% dei bambini in Inghilterra sia obeso o sovrappeso quando inizia la scuola primaria, una percentuale che sale al 35,8% intorno ai 10-11 anni di età. Oltre a questo, c’è la vasta diffusione della carie, causata da cibi con alto contenuto di zuccheri. La crociata contro il ‘junk food’ era già stata avviata negli anni scorsi dai governi conservatori, in particolare da quello guidato da Boris Johnson.

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