Via il limite ai giorni di ferie per chi lavora per obiettivi e un bonus fino a 2.700 euro se vengono raggiunti al 100% in Fater, la joint venture paritetica tra Angelini Industries e Procter&Gamble, che produce assorbenti per la persona e prodotti per la cura della casa e della persona. Dire ferie illimitate significa dire qualcosa di paradossale, ma probabilmente di molto attrattivo per i click online. Dire ferie illimitate a chi lavora per obiettivi e li raggiunge, sia tra dirigenti, quadri, impiegati e impiegate e operai operaie significa annunciare una nuova frontiera culturale del lavoro che tocca molti temi, dalla produttività all’orario che non necessariamente vanno più a braccetto. Fater ci prova con un accordo con i sindacati che riguarda gli oltre 1.400 dipendenti a tempo indeterminato dell’azienda. A dire sì il 95% dei lavoratori che hanno così accettato la scommessa del lavoro per obiettivi. Oltre alle nuove misure a sostegno della genitorialità e del potere d’acquisto dei dipendenti, con il premio che aumenta di 100 euro e può raggiungere in media 2.700 euro se vengono raggiunti il 100% degli obiettivi appunto. Giulio Natali, Chief People & Culture Officer di Fater spiega che «in un contesto aziendale come il nostro, basato sull’ascolto attivo e sul confronto continuo, le nuove misure rappresentano il naturale proseguimento del percorso che abbiamo avviato più di 5 anni fa con l’introduzione della strategia ‘People First’, visione che guida tutte le nostre attività, ponendo le persone al centro, a partire dall’interno della nostra azienda».
La liberalizzazione delle ferie
Nella pratica, cominciando dal tema delle ferie, l’accordo con i sindacati prevede una sorta di “liberalizzazione” che in passato è stata sperimentata già vigente dai dirigenti e dai quadri, a patto di raggiungere i risultati. Adesso lo stesso modello viene esteso a tutti gli impiegati e agli operai in orario giornaliero, a prescindere dal tipo di contratto che hanno. «Le ferie illimitate sono il naturale proseguimento del percorso basato su fiducia e collaborazione intrapreso dall’azienda – spiega Natali -, un processo che è iniziato nel 2013 con l’abolizione delle timbrature e che nel corso degli anni si è sviluppato fino all’introduzione del modello di lavoro ibrido, con possibilità di lavoro per parte della giornata da remoto e parte in presenza e con la possibilità di lavorare 5 giorni su 5 da remoto: con l’accordo, questa modalità di lavoro è stata prevista a tempo indeterminato, prima aveva una durata di triennio in triennio». Per chi ha forme di invalidità, inoltre, «sono stati previsti 5 giorni aggiuntivi di Rol, e per gli operai turnisti, che garantiscono l’operatività 24 ore su 24 degli stabilimenti, l’azienda ha previsto 3 giorni aggiuntivi di Ferie oltre l’impegno ad una riorganizzazione condivisa con il sindacato del sistema ROL per alleggerire il peso della turnazione, in particolare sui turni notturni.
Rafforzato il potere di acquisto
Per migliorare il potere di acquisto il premio di partecipazione è stato migliorato di 100 euro all’anno per i prossimi tre anni: il bonus è legato al raggiungimento del 100% degli obiettivi e potrà raggiungere i 2.700 euro nell’anno fiscale 27/28. Per definirlo è stato collegato all’andamento dell’azienda e a KPI trasparenti e motivanti. Qualora vengano raggiunti risultati eccezionali , potrà addirittura superare la cifra stabilita. Per venire incontro ai lavoratori, l’azienda anticiperà il pagamento da dicembre a settembre e offrirà ai dipendenti la possibilità di convertire il saldo in welfare, con bonus aggiuntivi tra il 10 e il 15%. Parallelamente, aumenta di anno in anno anche il valore del buono pasto, che viene erogato in caso di assenza di servizio mensa, presente sia all’interno del Campus che negli stabilimenti produttivi. Il ticket restaurant è stato portato a 7,50 euro a febbraio 2026, 8 euro a febbraio 2027 e verrà conferito a chi lavora 6 ore giornaliere, anche in caso di straordinario. Inoltre, migliora il trattamento dell’indennità di trasferta, che adesso viene riconosciuto anche in caso di trasferta senza pernottamento. Viene potenziato a oltre 250mila euro annui il Fondo di Solidarietà, uno strumento aziendale di integrazione economica per i dipendenti, che interviene, affiancando il Fondo Faschim, per recuperare spese legate alla sanità. tutto questo si aggiunge al bonus asilo nido fino a 250 euro netti al mese per un massimo di 12 mesi rivolto a tutti i dipendenti in Italia con figli in età da nido, per coprire le spese di iscrizione e di frequenza, le rette e la mensa relative all’asilo nido, sia pubblico che privato, sia in Italia che all’estero, la possibilità di portare in ufficio i figli sopra 6 anni di età, senza la necessità di dare preavviso, per consentire ai dipendenti di poter gestire eventuali imprevisti familiari, senza dover sacrificare esigenze lavorative. Oltre all’opportunità di portare i cani al Campus di Spoltore (Pescara), ospitandoli all’interno di aree dedicate.
Genitorialità e sostegno alla famiglia
Il pacchetto di politiche a favore della genitorialità, già attivo in azienda, viene arricchito da nuove misure come l’integrazione salariale al 100% per tutte le neomamme che si trovano in una condizione di interdizione lavorativa, l’integrazione al 100% della retribuzione nel caso in cui il dipendente usufruisca dei 3 mesi facoltativi di congedo parentale, rispetto all’80% previsto per legge, e la maturazione della quattordicesima mensilità anche per chi fa uso del congedo parentale. Il nuovo accordo prevede che il congedo di paternità di 90 giorni, prima riproporzionato per la percentuale di part time, sia riconosciuto pienamente ai lavoratori con rapporto part time, assicurando piena parità di trattamento tra tutti i genitori. L’azienda inoltre, ha introdotto, in aggiunta alle Polizze Vita già attive, la somma una tantum di 50mila euro in caso di decesso di un collega con figli minorenni o non autosufficienti, da destinare agli eredi. Nell’accordo condiviso anche il contrasto al precariato, con l’impegno di Fater a limitare dal 2028 l’utilizzo di contratti a tempo determinato, in somministrazione e a chiamata fino al 20% per ogni sede di lavoro, ponendosi in ottica più conservativa rispetto alla Legge e al contratto Industria Chimica. Inoltre, è stato previsto che chi lavora negli stabilimenti produttivi in regime part time da almeno 5 anni vedrà convertito in maniera automatica il proprio contratto in full time.











