Il governo conferma i vertici del Fisco italiano. Vincenzo Carbone, dopo quasi un anno dalla nomina, viene confermato alla guida dell’agenzia delle Entrate. Anche Roberto Alesse, giunto al termine del primo mandato triennale, incassa la conferma alla direzione delle Dogane e dei Monopoli. E ne l giro delle nomine avviate nel Consiglio dei ministri anche Giovanni Spalletta viene confermato alla guida del Dipartimento delle Finanze. Trova invece una nuova composizione l’Arera (Autorità di regolazione per l’energia reti e ambiente): Nicola dell’Acqua è stato designato in qualità di presidente del collegio e subentra dopo un periodo di prorogatio a Stefano Besseghini, mentre entrano nella governance dell’Autorità Alessandro Bratti, Livio De Santoli, Lorena De Marco e Francesca Salvemini. A completare il giro di nomine anche i due nuovi generali di Corpo d’Armata della Guardia di Finanza Virginio Pomponi e Bruno Bartoloni.

La linea di continuità

Il viceministro all’Economia Maurizio Leo non cambia squadra. Il protocollo vuole che a Palazzo Chigi la conferma degli attuali vertici dell’amministrazione finanziaria sia formalizzata dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Il dato di fatto che la squadra voluta da Leo resta al suo posto anche perché la delega fiscale va completata e sono in piedi tutti i dossier più caldi della manovra. La scommessa vera è stata Vincenzo Carbone che nell’anno di guida all’agenzia delle Entrate, subentrando in corsa al dimissionario Ernesto maria Ruffini, ha investito molto sulla compliance, ossia sul rinnovamento del rapporto tra fisco e contribuenti posto a base della stessa riforma fiscale. La conferma di Alesse delinea la volontà del governo di voler concludere il percorso avviato di rinnovamento di una parte strategica dell’amministrazione finanziaria chiamata a confrontarsi quotidianamente con le novità geopolitiche introdotte con i nuovi dazi e le nuove regole del mercato comunitario in continua evoluzione. Inoltre il cambio di passo vero portato avanti da Alesse è stato quello di una riorganizzazione teritoriale delle Dogane e dei Monopoli tutta improntata ai servizi per i contribuenti e una forte spinta alla digitalizzazione delle procedure. A capo del Dipartimento delle Finanze resta Giovanni Spalletta che nei fatti rappresenta il perno intorno al quale ruota tutta la legislazione tributaria.

La procedura

Mentre Spalletta è solo confermato alla carica di direttore del Dipartimento Finanze, per Carbone e Alesse quella del Cdm è solo la prima mossa. Dopo l’indicazione avvenuta il 4 dicembre le nomine saranno sottoposte la vaglio della conferenza unificata per poi tornare a Palazzo Chigi per l’emanazione del decreto definitivo di nomina da inviare alla firma del Capo dello Stato e poi alla registrazione della Corte di Conti. Il tempo c’è anche perché i vertici delle agenzie sono in scadenza per il mese di gennaio.

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