Niente appuntamenti in ufficio. Stop alle pratiche e ai chiarimenti ai contribuenti. I dipendenti dell’agenzia delle Entrate di Milano saranno in sciopero giovedì 19 febbraio, bloccando l’attività degli uffici milanesi. Il principale motivo del contendere è il trasferimento dalla sede di via Manin nella centralissima zona di Moscova verso aree più periferiche della città. Trasferimento che impatterà su circa mille dipendenti. Ma non c’è solo questo. A riepilogare e a ricordare le ragioni della protesta è un comunicato congiunto delle sigle sindacali Cisl Fp, Confsal Unsal, Flp, Usb, Fp Cgil e Uilpa.
Le questioni aperte
Le sigle sindacali sottolineano almeno cinque profili di criticità. In primo luogo, appunto «l’allocazione di alcuni uffici in sedi estremamente periferiche della città mentre altre strutture oltre a risultare inadeguate sono prive di spazi di lavoro dignitosi e tali da non poter accogliere il personale recentemente reclutato». A seguire poi «l’aumento dei carichi di lavoro, i cui obiettivi sempre in costante aumentano risultano essere incoerenti rispetto alle capacità dei dipendenti e favoriranno situazioni di stress da lavoro correlato». Sempre ad avviso delle organizzazioni ci sarebbe un problema di «mancata tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, con strutture che presentano infiltrazioni di acque, soggette ad allagamenti, impianti obsoleti con concreti rischi per la salute dei dipendenti». Altro punto nevralgico contro cui protestano le rappresentanze dei lavoratori è «la mancata attuazione di una vera e propria mobilità straordinaria del personale, che nega ai dipendenti una migliore collocazione logistica presso altri Uffici». Senza dimenticare poi «le criticità irrisolte in ordine al sistema di valutazione della performance».
La protesta
La protesta prevede anche un corteo che da via Manin raggiungerà la sede prefettizia in largo 11 settembre, dove i rappresentanti sindacali saranno ricevuti dal prefetto di Milano. «È arrivato il momento di chiedere rispetto e dignità per i lavoratori, e di pretendere che le istituzioni si prendano cura delle esigenze dei dipendenti e dei contribuenti», come spiega Paolo Cocozzello, coordinatore nazionale aggiunto della Flp Agenzie fiscali. I colleghi della Lombardia e di Milano «che in questi anni hanno “grandemente” contribuito ai notevoli risultati raggiunti dall’agenzia delle Entrate, con obiettivi “sfidanti” puntualmente raggiunti, non possono che meritare la massima attenzione ed il massimo rispetto, anche alla luce delle grandi difficoltà quotidiane con le quali l’attività lavorativa viene espletata, a tutela della “dignità” e del “servizio” svolto per la collettività», commenta Valentino Sempreboni, coordinatore nazionale Agenzie fiscali di Confsal Unsa.

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