«Obiettivo: erogare il massimo»

«Rispetto alla fondazione vecchio stile, che aveva un miliardo di patrimonio e, negli anni d’oro, erogava 15-16 milioni – chiosa Cuocolo – noi eroghiamo quattro volte di meno. Però abbiamo abbiamo anche un’entità patrimoniale 10 volte inferiore. E, infatti, secondo le tabelle dell’Acri, la nostra associazione di riferimento, siamo una delle fondazioni che eroga di più, in proporzione al patrimonio».

La linea, aggiunge, «è di erogare tutto quello che si può, senza mantenere tesoretti nascosti, senza consentire più che la fondazione venga utilizzata a mille euro alla volta: la gran parte dei progetti è di nostra iniziativa, non aspettiamo che venga l’associazione X o Y a chiederci un contributo, ma sviluppiamo noi gli interventi più grandi, magari insieme a qualche stakeholder importante come Comune, Regione, Camera di commercio e così via. Beninteso, continuiamo anche a vagliare le richieste che ci arrivano ma, visto che comunque le risorse sono poche, cerchiamo di concentrarle sui progetti di maggior valore, senza polverizzare gli interventi».

Attenzione al territorio con un occhio su Milano

Quanto ai nuovi progetti, spiega Cuocolo, «in queste ultime settimane abbiamo dato vita a un raggruppamento informale di Amici della fondazione. Il che significa che stiamo chiedendo a imprese del territorio di rendersi disponibili a raddoppiare o, comunque, aggiungere quello che ritengono ai nostri investimenti erogativi. Ad esempio, se vogliamo sostenere un progetto e ci mettiamo 50mila euro, può essere che l’impresa X ne metta, a sua volta, 30, 20 o 10, in modo tale da moltiplicare le risorse. Contiamo, così, che i nostri 4 milioni diventino di più, non so dire quanti, ma, si spera, molti di più. Credo che i privati possano avere interesse a farlo perché, oltre a trarne visibilità, hanno anche la la possibilità di inserire queste operazioni nei vari bilanci di sostenibilità. Noi, invece, chiaramente lo facciamo per finalità puramente benefiche».

Ma lo sguardo di Cuocolo si sta allungando anche su Milano, città in cui vive da molti anni, pur essendo genovese. «Da un lato – afferma – stiamo rafforzando i rapporti, in particolare con Fondazione Cariplo che, tutto sommato, sono stati un po’ trascurati in passato, perché Genova ha un asse privilegiato con Torino, quindi con Compagnia di San Paolo. Ma, soprattutto, abbiamo l’idea di coinvolgere imprenditori privati lombardi che vogliano sviluppare qualche tipo di business in Liguria. A questi vorremmo dire: venite a fare affari qui e, già che ci siete, facciamo anche, insieme, un’iniziativa a favore della comunità locale; noi siamo pronti a fungere da partner per questo tipo di progetti».

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