BRUXELLES – Incoraggiati dalla Commissione europea, i Ventisette hanno riprogrammato fondi di coesione relativi al periodo 2021-2027 per un totale di 34 miliardi di euro, trasferendo il denaro verso priorità particolarmente urgenti, ossia il rafforzamento della competitività, il potenziamento della difesa e della protezione civile, la promozione di alloggi accessibili e sostenibili, il miglioramento della resilienza idrica e il potenziamento della connettività energetica.
La politica di coesione prevede che i paesi membri abbiano flessibilità nell’uso del denaro. In questo ambito, la Commissione europea nell’aprile del 2025 aveva incoraggiato i governi nazionali a riprogrammare i fondi, in un contesto economico e politico molto incerto. Con l’occasione, Bruxelles aveva semplificato le regole, offerto incentivi e allungato i termini nell’uso del denaro. L’Italia ha riprogrammato fondi per 7,058 miliardi di euro, di cui 4,665 miliardi verso la competitività economica.
Dall’adozione della proposta da parte di Parlamento e Consiglio, nel settembre 2025, la Commissione ha approvato modifiche a 186 programmi di coesione nazionali e regionali in 25 paesi membri, allineando gli investimenti nazionali, regionali e locali alle priorità dell’Unione europea. Questi fondi riassegnati rappresentano quasi il 10 % del bilancio della politica di coesione per il periodo 2021-2027, pari a 367 miliardi di euro, oggetto della revisione intermedia.

