Un’anomalia. La «vecchia guardia» del Nord, legata ai temi dell’autonomia e del federalismo, alza la voce e fa sentire tutta la sua insofferenza per Roberto Vannacci, ormai a un passo dalla scissione. Ieri è stato il turno del governatore della Lombardia Attillo Fontana, mai tenero con il generale (“col cavolo che ci facciamo vannaccizzare”, disse lo scorso settembre). «Il mio primo pensiero è che Vannacci è una anomalia all’interno del nostro movimento» ha scandito Fontana a margine della presentazione del Salone del mobile. «Se all’interno di un partito ci sono delle impostazioni diverse, possono essere motivo di arricchimento – ha aggiunto -. Ma creare circoli, fare le manifestazioni al di fuori del partito, presentare e depositare un nuovo logo, fare un nuovo sito è un’anomalia». Anche se «le valutazioni le farà il segretario Salvini».

Il simbolo “Futuro nazionale”

La goccia che ha fatto traboccare il vaso dopo mesi di fibrillazioni è stata la notizia del simbolo “Futuro nazionale” (un font stile littorio, con al centro un’ala tricolore che può anche sembrare una fiamma stilizzata) tricolore depositato da Vannacci, per molti il primo passo verso la costituzione di una nuova forza politica collocata ancora più a destra. Un’Afd tedesca in salsa italiana.

Anche il Veneto in subbuglio

Non c’è solo la Lombardia. E’ in subbuglio tutta la Lega “nordista”, che interpreta il partito come “sindacato del territorio” ed è molto lontana dalle nostalgie per la X Mas del generale. “Altri militanti sono stati buttati fuori per molto meno dal partito: o fa chiarezza o l’espulsione è ovvia”, ha dichiarato l’ex assessore allo sviluppo economico Roberto Marcato. Chi è vicino a Luca Zaia riferisce l’insofferenza del Doge per le mosse di Vannacci, che in queste settimane ha glissato con un “mai dire mai” alle domande sulle sue velleità di dare vita a un nuovo partito, dopo l’esperienza che in poco più di un anno lo ha portato a scalare la Lega, conquistando mezzo milione di voti alle Europee e diventando vicesegretario. E c’è chi racconta che Salvini sarebbe pronto a promuovere Zaia (fresco del record di 203mila preferenze alle scorse regionali in Veneto) vicesegretario al posto di Vannacci in caso di rottura definitiva con il generale. Una mossa che riposizionerebbe il Carroccio sull’asse degli amministratori del Nord.

Attesa per il faccia a faccia Salvini-Vannacci

In attesa del faccia a faccia (forse nel fine settimana) nel quale Vannacci dovrebbe chiarire le sue intenzioni, Salvini prova a gettare acqua sul fuoco. Ieri, a margine dell’evento alla Camera in ricordo di Roberto Maroni è stato ecumenico dichiarando che «nella Lega c’è spazio per sensibilità diverse, abbiamo voglia di costruire, di crescere, non di litigare». L’impressione è che il segretario farà di tutto per evitare l’addio di Vannacci, che drenerebbe voti a destra, indebolendo non solo la Lega ma anche il centrodestra se, come probabile, Vannacci si presentasse fuori dalla coalizione nelle elezioni del 2027.

La macchina organizzativa in moto

Ma ormai la macchina organizzativa del generale si è messa in moto. E sembra molto difficile fermarla. I suoi “seguaci”, quasi mai iscritti al Carroccio, premono per la scissione perché consapevoli di non avere lì né «agibilità politica» né seggi quando si andrà a votare. E nelle chat interne già si ragiona di programma elettorale e di percentuali da raggiungere. Anche se il generale sembra frenare la “truppa”. Almeno fino all’incontro con Salvini. E ieri ha preso le distanze dalle pagine e profili social a nome “Futuro nazionale” definendoli “non autorizzati” e minacciando diffide formali. Non a caso dal profilo social su Instagram di Futuro Nazionale sono stati eliminati ieri i due primi post pubblicati (“Italia, stiamo arrivando”, “Stanco del mondo al contrario? Futuro Nazionale è la soluzione”)

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