Il dado è tratto. Ci sarà a sorpresa un altro candidato al congresso straordinario della Lega convocato dal segretario uscente Matteo Salvini per chiudere un’estate di polemiche interne sulla linea del partito. A sfidare il leader leghista e farsi portavoce dei dissidenti sarà Massimo Garavaglia, senatore di lungo corso del Carroccio, ex ministr0 del Turismo, presidente della commissione Finanze e Tesoro di palazzo Madama, da sempre vicino ad Attilio Fontana e Giancarlo Giorgetti.
L’approdo alla Camera grazie alla rinuncia di Bossi
Classe ’68, originario di Cuggiono, in provincia di Milano, Garavaglia, laureato in economia e commercio con specializzazione in scienza delle finanze aziendali alla Bocconi, di professione consulente aziendale, ha alle spalle una lunga gavetta politica, iniziata come sindaco del comune di Marcallo con Casone nel 1999. L’approdo in Parlamento la prima volta risale al 2006. Candidato nelle liste della Lega Nord nella circoscrizione Lombardia 1 in quarta posizione, viene eletto alla Camera grazie alla rinuncia di Umberto Bossi per mantenere la carica di europarlamentare.
Assessore al bilancio in Lombardia nella giunta Maroni
Alle elezioni politiche anticipate del 2008 viene eletto al Senato. E durante la legislatura ricopre l’incarico di vicepresidente della Commissione Bilancio. Mentre nel dicembre 2011 viene nominato presidente della Commissione Economia del Parlamento del Nord voluto da Umberto Bossi. Rieletto a palazzo a Madama nel febbraio 2013, il mese dopo viene nominato assessore al Bilancio dal neo-presidente della giunta regionale Lombarda Roberto Maroni. Di qui le dimissioni da palazzo Madama.
Le esperienze di governo
Ma Garavaglia ha esperienza anche a Palazzo Chigi come ex ministro del Turismo con il governo Draghi e prima ancora come sottosegretario e viceministro al Mef con il governo Conte I.
Presidente di commissione al Senato
Senatore anche nella XIX legislatura, ricopre la carica di presidente della Commissione Finanze e Tesoro e componente della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

