Nonostante i tentativi di rassicurare i mercati l’allerta per i possibili choc su petrolio e gas resta elevata. Inizia intanto ad avere effetto il taglio delle accise e l’87% dei distributori, secondo i dati diffusi dal Mimit, ha iniziato a ridurre i prezzi dei carburanti, mentre proseguono i controlli richiesti dalla Commissione Allerta rapida che si riunirà di nuovo lunedì. L’attenzione è puntata soprattutto sul gas. Secondo il governo del Qatar gli attacchi iraniani contro l’impianto di Ras Laffan ridurranno del 17% in cinque anni la capacità di esportazione di gas naturale, causando al Paese una perdita di 20 miliardi di dollari di entrate annuali. Cosa che preoccupa in modo particolare l’Italia che prende da Doha una parte rilevante del proprio approvvigionamento di gnl.
Le interlocuzioni in corso
Nessuna informazione, per il momento, è comunque arrivata su una possibile proroga della forza maggiore per le forniture di gas da QatarEnergy a Edison. “Non abbiamo ulteriori comunicazioni ufficiali”, ha commentato il ceo della società Nicola Monti dopo la notifica del verificarsi di un evento di forza maggiore, a seguito del quale QatarEnergy aveva informato Edison che non potrà adempiere ai propri obblighi contrattuali relativi ad alcune consegne di carichi di gnl previste a partire dall’inizio di aprile. Ras Laffan è il più importante porto per l’esportazione di gnl con due impianti per l’estrazione dell’elio che rendono il Qatar uno dei massimi produttori mondiali. “Stiamo parlando con tutti. Direttamente, tramite le nostre imprese e tramite Eni”, ha spiegato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin rispondendo a chi gli chiedeva se l’Italia stesse dialogando a questo punto con Algeria, Azerbaigian, Stati Uniti per le forniture di gnl dal Qatar. “Cerchiamo di agevolare le iniziative delle nostre imprese private”.
Meloni in Algeria
In questa chiave potrebbe anche essere letta la missione della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni il prossimo mercoledì 25 marzo in Algeria per spingere, secondo quanto riporta Bloomberg, le forniture. “Per le forniture di gas dall’ Algeria – spiega un portavoce dell’Eni – stiamo ricevendo quantità nel perimetro dei contratti esistenti secondo le disponibilità del Paese”. Il ministro Pichetto ha messo in evidenza che nei prossimi dieci giorni saranno mantenuti gli attuali livelli di approvvigionamento: “Credo che possiamo anche arrivare a partire con gli stoccaggi nell’ottica 2026-2027 anche verso metà aprile. La valutazione va fatta rispetto alla capacità delle pompe, alla portata e quanto si riesce a iniettare. È una questione di tempi”. In considerazione di questi aspetti e di una guerra che gli fa rivedere “lo spettro del 1973” Pichetto confida che la discussione sul nucleare “arrivi alla Camera ad aprile, il che significa avere entro l’estate una legge delega come prodotto finito e poi le norme attuative da fare”.
I controlli anti speculazione
Nel frattempo per fronteggiare l’emergenza di questi giorni il ministro ha ribadito che sulla durata del decreto sulle accise appena entrato in vigore per venti giorni “vediamo man mano, perché non sappiamo quale sarà il quadro fra 20 giorni”. Intanto il Mimit ha rilevato che cominciano a vedersi gli effetti del taglio con il gasolio self tornato sotto i due euro al litro mentre sulla base degli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti il numero degli impianti di distribuzione che ha li ha ridotti è passato dal 60% della prima verifica del mattino all’87% del pomeriggio. L’adeguamento dei listini si riflette anche sul prezzo medio dei carburanti: alle ore 15.00, il prezzo medio in modalità self-service sulla rete stradale nazionale si è attestato a 1,712 euro al litro per la benzina e a 1,958 euro al litro per il gasolio. Per chi continua la speculazione non adeguando i listini – il 4,5% dei distributori – prosegue invece il monitoraggio della Guardia di finanza.
Gli scenari
Anche altri Paesi, come la Spagna, e perfino il Brasile, paese produttore, stanno decidendo le linee di difesa contro la crisi petrolifera. Il greggio oggi è rimasto sotto i livelli di guardia come il complesso delle piazze finanziarie e dei mercati obbligazionari ma proseguono i continui allarmi. Da ultimo quello dell’Arabia Saudita, secondo cui il prezzo del petrolio potrebbe schizzare fino a 180 dollari al barile, nel caso in cui il nodo energetico dovesse protrarsi oltre aprile. Con questi livelli di prezzo si potrebbero innescare riporta la stampa Usa insieme con le dichiarazioni di Riad, “una recessione o un cambiamento dei comportamenti dei consumatori che farebbero crollare la domanda”.

