Mister Prezzi ha passato al setaccio i tabelloni più di 20mila distributori italiani. E il bilancio, al pomeriggio di mercoledì, cioè due giorni dopo il taglio da 17 centesimi al litro alle accise, è che 684 distributori (il 3,4% del totale) hanno un prezzo più alto rispetto a lunedì, mentre altri 2.484 (il 12,4%) sono rimasti fermi, senza alcuna variazione.
Sono questi gli impianti che il Garante per la sorveglianza dei prezzi del ministero delle Imprese, su segnalazione del titolare Adolfo Urso, ha segnalato alla Guardia di Finanza per l’avvio degli accertamenti.
La segnalazione
Il Garante, su indicazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha trasmesso alla Guardia di Finanza l’elenco degli impianti «che non hanno ancora adeguato i prezzi alla pompa dei carburanti al taglio delle accise disposto dal Governo, con l’indicazione delle anomalie più significative rilevate».
La segnalazione, spiega il ministero, «è effettuata ai sensi del regime speciale di controllo introdotto dal decreto-legge approvato a marzo dal Consiglio dei ministri». Gli esiti degli accertamenti della Gdf, corredati da un rapporto di analisi, saranno trasmessi dal Garante all’autorità giudiziaria.
I prezzi
Il taglio, deciso dal Governo due giorni fa, vale 17,08 centesimi al litro: 14 centesimi di accisa più Iva al 22%. Oggi un litro di diesel costa in media 2,074 euro, undici centesimi in meno rispetto ai 2,185 euro di lunedì mattina. In autostrada il prezzo resta più alto, a 2,169 euro al litro. Pesa anche la dinamica del Brent, sceso a circa 85 dollari al barile rispetto a lunedì.

