Anche la Stampa, lo storico quotidiano legato alla famiglia Agnelli, potrebbe passare al gruppo Sae di Alberto Leonardis, che negli ultimi anni ha già acquisito altre testate locali del gruppo come Il Tirreno e La Nuova Sardegna.
Gedi ha informato il direttore e il comitato di redazione del quotidiano torinese di avere avviato una trattativa in esclusiva che include gli asset collegati e le rotative. La Stampa è un capitolo a parte del negoziato fra John Elkann e il gruppo greco Antenna dell’editore Theodore Kyriakou, pronto a rilevare le attività editoriali Gedi che comprendono anche La Repubblica, Radio Deejay, Radio Capital e m2o.
Secondo fonti vicine a Gedi, i vantaggi della proposta Sae sono molteplici: il presidente e amministratore delegato del gruppo Sae, Alberto Leonardis, è un editore di mestiere, con provata esperienza nel settore. Il network di Sae – che comprende anche La Provincia Pavese, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e la Nuova Ferrara – permetterebbe alla Stampa di portare la dimensione nazionale in un sistema informativo molto forte sul livello locale. Inoltre il coinvolgimento di soggetti istituzionali locali aggiunge la prospettiva di lungo termine a un progetto industriale solido: Sae ora apre infatti anche ai soggetti istituzionali piemontesi. Nei prossimi giorni saranno avviati i contatti con alcune fondazioni bancarie.
Governo
“È una buona notizia che la storica testata de La Stampa sia oggetto di interesse da parte di vari gruppi editoriali come ho più volte rimarcato. L’apertura di una trattativa in esclusiva per la cessione del quotidiano torinese al Gruppo Sae, che ha già tra i suoi soci soggetti istituzionali locali, rappresenta una iniziativa strategica orientata a promuovere l’identità di un giornale ancorato al territorio”, commenta il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini.
“La scelta da parte di Gedi di privilegiare l’offerta del Gruppo Sae appare connessa ad una proposta da parte del potenziale acquirente di puntare a un piano di sviluppo concreto e ambizioso. Sae si impegni a tutelare gli asset e dia garanzie occupazionali”, sottolinea.
Cdr
I comitati di redazione del Gruppo Gedi in audizione in commissione Cultura della Camera hanno ribadito l’esigenza di “garanzie sull’identità delle testate e sull’occupazione”. “I vertici di Gedi ci hanno detto che non era possibile introdurre garanzie nella procedura di vendita, come se noi facessimo un altro mestiere e non conoscessimo l’esistenza di clausole di salvaguardia. Poi, dopo gli interventi del governo e della politica, nell’ultimo contatto avuto con Gedi ci è stato detto che la richiesta di garanzia sarebbe sul tavolo della trattativa, ma per noi sono solo parole. Non abbiamo alcun tipo di documento che lo dimostri” hanno detto i rappresentanti del cdr de La Repubblica.
