Stimolare governi e cittadini a compiere scelte più ecologiche: ogni anno la Giornata mondiale della Terra funge da promemoria. 
Soprattutto adesso che soffiano venti di guerra, dal Medio Orente all’Ucraina, e il controllo delle risorse energetiche, dei combustibili fossili, viene usato come deterrente geopolitico, incidendo sulla volatilità dei prezzi. Come pure il blocco del transito di petroliere e mercantili dallo stretto di Horrmuz che colpisce le economie globali. 

Così l’Earth Day non è più solo un evento ambientale, per combattere il cambiamento climatico, ma un momento per riflettere su scelte future e l’indipendenza energetica.

In Italia l’energia elettrica ha un costo che oscilla tra i 100 e i 150 euro a megawattora, contro i 20 di altri Paesi, uno fra tutti: la Spagna.
Il prezzo dipende dalla fonte più cara necessaria a soddisfare la domanda: il gas. E in Italia il gas resta la risorsa fossile indispensabile e continua a determinare il prezzo dell’elettricità e a incidere sulle bollette.

È così che molti Paesi europei hanno raddoppiato la propria capacità eolica e solare, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili.
Le rinnovabili in Italia coprono circa il 40 per cento della produzione elettrica, ma se si considera l’intero fabbisogno energetico la dipendenza dai combustibili fossili arriva al 75 per cento, di cui il 95 per cento è importato.

Ma c’è un’altra sfida che coinvolge tutti, quella dell’intelligenza artificiale che ha un impatto ambientale significativo: con consumi idrici che superano il miliardo di metri cubi. Entro il 2030, la produzione di rifiuti elettronici potrebbe toccare i 5 milioni di tonnellate. È per questo che lo sviluppo dell’IA deve andare di pari passo con l’espansione delle energie rinnovabili.
 

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