Era il 20 febbraio 2020 quando a Codogno, nel Lodigiano, veniva diagnosticato il primo caso di Covid-19 nel nostro Paese: di lì a poche settimane la pandemia avrebbe travolto l’Italia e il mondo intero. Oggi si celebra la sesta edizione della ‘Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato’, ospitata a Roma dal Conservatorio di Santa Cecilia. 

Sono 380 i medici e gli odontoiatri che hanno perso la vita durante la pandemia. “Hanno onorato fino in fondo il giuramento professionale, pagando con la vita l’impegno assunto nei confronti dei cittadini”, ricorda commosso Filippo Anelli, presidente Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri. 

“Questa giornata non è solo una ricorrenza simbolica, ma il momento in cui l’Italia riconosce il valore di donne e uomini che ogni giorno, con competenza e dedizione, assicurano il diritto fondamentale alla salute”, dichiara il ministro della Salute Orazio Schillaci introducendo i lavori. 

Sono molte le sfide decisive con cui oggi si confronta il Ssn

“Indebolimento della medicina territoriale, invecchiamento della popolazione, crescente complessità dei bisogni assistenziali”, fa notare il ministro Schillaci, che ricorda poi l’impegno assunto dal governo per consolidare il capitale umano della sanità. “Con la legge di bilancio abbiamo stanziato dei fondi per rafforzare gli organici, abbattere le liste d’attesa e restituire sostenibilità ai carichi di lavoro”. Ma la sanità del presente e del futuro non può sottrarsi al confronto con l’intelligenza artificiale e con le opportunità offerte dalla tecnologia. “È uno strumento straordinario. Elabora quantità di dati impensabili fino a pochi anni fa, individua correlazioni, genera opzioni diagnostiche e terapeutiche con crescente rapidità. Sarebbe miope non riconoscerne il valore”, ammette Anelli. “Ma il ruolo dell’AI – prosegue – è quello di generare opzioni, non quello di assumersi responsabilità. La responsabilità resta al medico. Decidere significa assumere il peso dell’incertezza. È il medico che sceglie quale strada percorrere per quella persona, in quel momento, con quelle fragilità e quei bisogni. È il medico che costruisce la relazione di cura”, aggiunge il presidente Fnomceo.

Il futuro della cura tra IA e umanità

Ed è proprio l’AI al centro della seconda edizione del premio letterario Fnomceo: ‘Il futuro della cura tra intelligenza artificiale e umanità’. Nella sezione poesia, ad aggiudicarsi il primo posto è stata Chiara Gelati con ‘Sacronimo’. Il racconto migliore è invece ‘Tutto ciò che è in mio potere’ di Christopher Mario Mendillo, “per l’equilibrio dimostrato tra prosa, pensiero, capacità di analisi, dubbi e opportunità e per aver interpretato perfettamente, con parole adeguate, il momento di passaggio tecnologico e culturale”. Il premio è dedicato al compianto Roberto Stella, primo medico deceduto durante la pandemia nell’esercizio della sua professione. “Un esempio di responsabilità professionale e umana”, ricorda Anelli. “Un medico che non ha mai separato il sapere tecnico dall’ascolto, la competenza dalla relazione, la decisione clinica dalla consapevolezza delle sue conseguenze sulla vita delle persone”.

La musica come cura

Come è ormai tradizione per le celebrazioni FNOMCeO della Giornata, i lavori sono stati intervallati da intermezzi musicali. Quest’anno un ensemble di giovani musicisti, molti dei quali diplomatisi proprio al Conservatorio di Santa Cecilia, ad eseguire arie de “La Traviata” di Giuseppe Verdi e de “La Bohème” di Giacomo Puccini

Le partiture di Verdi e Puccini si alternano e si rispecchiano in un unico flusso sonoro, dando forma a un confronto intimo tra due figure femminili emblematiche, due modi di amare e di sacrificarsi, due destini segnati dalla fragilità. Senza pause né cambi di scena, la musica diventa il vero spazio drammaturgico dell’intervento, accompagnando il pubblico in un percorso emotivo compatto e immersivo. Al centro, il tema della cura: desiderata, insufficiente o estrema, che attraversa le due storie come una tensione irrisolta e profondamente umana.

Condividere.
Exit mobile version