L’assemblea dei soci di Granarolo segna un passaggio di testimone che chiude un ciclo lungo quasi due decenni e apre una nuova fase per uno dei simboli della cooperazione italiana. Riunitasi a Bologna per l’approvazione del bilancio 2025, l’assise ha sancito l’uscita di scena di Gianpiero Calzolari e la nomina a presidente di Stanislao Giuseppe Fabbrino, già consigliere di amministrazione del gruppo e amministratore delegato di Fruttagel e Deco Industrie.

Calzolari lascia dopo 17 anni alla guida della società, una stagione segnata da crescita, trasformazione industriale e rafforzamento internazionale. «Sono stati anni di grande impegno su tutti i fronti, abbiamo messo al centro l’innovazione e l’internazionalizzazione, senza mai dimenticare l’attenzione che le imprese responsabili devono dedicare al territorio e alla propria comunità» ha sottolineato il presidente uscente, rivendicando il percorso compiuto.

Il testimone passa ora a Fabbrino, manager con una lunga esperienza nelle operations e nel mondo cooperativo, chiamato a guidare una realtà che nel 2025 ha consolidato la propria dimensione industriale. Il gruppo ha chiuso l’esercizio con un fatturato di 1,813 miliardi di euro, in crescita del 5,4% rispetto all’anno precedente, sostenuto in particolare dall’espansione sui mercati esteri e dall’aumento dei listini.

L’Ebitda ha raggiunto i 100,5 milioni (+5,5%), mentre l’utile netto i 5,5 milioni. Ed è stata approvata la distribuzione di un dividendo di 5 milioni di euro. Numeri che restituiscono l’immagine di un gruppo solido ma impegnato a gestire anche l’equilibrio finanziario, con una posizione finanziaria netta pari a 309,8 milioni. Sul piano geografico, resta centrale il mercato italiano, che vale il 60% dei ricavi, mentre l’estero arriva al 40%, confermandosi la principale direttrice di crescita.

Nel raccogliere l’eredità, Fabbrino indica una linea di continuità e rilancio: «La presidenza Calzolari ha trasformato Granarolo facendone un’azienda che rappresenta il nostro miglior made in Italy, apprezzata in Italia e all’estero». E aggiunge: «Creare valore garantendo sostenibilità economica, ambientale e sociale nel tempo è l’obiettivo che un grande gruppo come Granarolo perseguirà con determinazione nei prossimi anni». Il passaggio di consegne si inserisce così in una fase in cui il gruppo guarda già alle prossime traiettorie industriali, tra focalizzazione sul dairy, efficientamento e aumento della capacità produttiva. Una transizione che, nel segno della continuità, ridisegna la governance di uno dei principali protagonisti dell’agroalimentare italiano.

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