Come per tutti i grandi problemi la soluzione si trova spesso nei rimedi della nonna, perfino quando si tratta della più grave crisi energetica della storia. L’Agenzia internazionale dell’Energia ha infatti diramato delle linee guida per ridurre i consumi che hanno il sapore dell’austerity anni ’70, quando le guerre arabo-israeliane portarono al grande shock petrolifero. 

Spazio all’aumento dell’utilizzo dei mezzi pubblici e delle auto condivise ma anche rimedi più estremi come la riduzione di dieci chilometri orari del limite di velocità in autostrada e l’introduzione delle targhe alterne. Unica concessione alla modernità, l’incremento dello smart working che allora era molto più difficile. Ma gli impatti non sarebbero solo sul trasporto: l’agenzia suggerisce infatti di incoraggiare l’utilizzo dei fornelli elettrici per ridurre il consumo di gas e limitare il più possibile i voli aerei, spingendoci verso un’estate di vacanze in patria. 

Nella lista dell’agenzia per ora mancano invece alcune delle norme applicate in Italia negli anni ’70 come la riduzione dell’illuminazione pubblica, la chiusura anticipata dei locali e le domeniche a piedi. La speranza è che non si debba arrivare a questi estremi ma è molto probabile che almeno qualche misura per ridurre i consumi sarà adottata, come dopo lo scoppio della crisi ucraina quando si impose di abbassare di un grado il riscaldamento degli edifici. 

Proprio per evitare che tutto questo diventi realtà i paesi europei cercano forniture alternative a quelle dei Paesi del Golfo: per l’Italia il Qatar è il secondo fornitore e nei prossimi giorni si cercherà di aumentare le esportazioni dall’Algeria per compensare, mentre l’Europa cerca di limitare la corsa al rialzo dei prezzi con la riduzione dal 90 all’80% dell’obiettivo di riempimento delle riserve di gas in vista del prossimo inverno.

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