Italiani preoccupati per l’impatto economico della crisi energetica causata dalla guerra in Iran. Preoccupazione che supera i sentimenti di solidarietà con il popolo iraniano per le perdite e le sofferenze causate dal conflitto. L’opinione pubblica italiana aveva già espresso negli anni scorsi una forte contrarietà agli interventi militari, atteggiamento che ora si conferma in relazione all’attacco delle forze americane e israeliane all’Iran. Lo attesta un sondaggio condotto da Sgw dal 4 al 6 maggio su un campione rappresentativo nazionale di 800 maggiorenni. Dal sondaggio emerge che gli italiani si dimostrano prevalentemente critici nei confronti dell’attacco Usa-Israele all’Iran. Si rafforza il sentimento pacifista degli italiani, allarmati dalle ripercussioni che i conflitti potranno avere sull’economia.

Il 59% condanna l’attacco

Usa e Israele hanno fatto male a fare l’attacco per il 59% degli intervistati (31% elettori di maggioranza e 76% dell’opposizione); hanno fatto bene per il 24% (50% di maggioranza e 14% opposizione). Non saprei per il 17% (19% maggioranza e 10% opposizione).

Preoccupa l’impatto economico del conflitto

Preoccupano le conseguenze del conflitto. il 61% è molto preoccupato – e il 28% abbastanza preoccupato – dall’aumento del prezzo di benzina e gas. Il 58% è molto preoccupato che la guerra causi molte vittime (il 29% è abbastanza preoccupato). Il 53% è molto preoccupato che il popolo iraniano soffra (il 33% è abbastanza preoccupato). Il 52% è molto preoccupato che la guerra duri a lungo (il 34% è abbastanza preoccupato). Il 51% è molto preoccupato che il conflitto si allarghi ad altri Paesi del Medio Oriente (il 34% è abbastanza preoccupato). Il 46% è molto preoccupato per la possibilità di attacchi terroristici in Europa come risposta del regime iraniano (il 34% è abbastanza preoccupato).

Aumento prezzi energetici, allo studio accise mobili

Il centrodestra caldeggia una posizione del governo neutra rispetto al conflitto

Il centrodestra caldeggia una posizione neutra del Governo rispetto ai bombardamenti dell’Iran, si legge nel report del sondaggio, Il 41% spinge per una condanna da parte del governo italiano dei bombardamenti in Iran (il 66% sono elettori dell’opposizione). Il 25% chiede di condannare il contrattacco dell’Iran e il lancio di missili e droni su paesi terzi. Per il 29% il goveno non deve fare nulla, deve tenersi fuori (il 45% sono elettori della maggioranza). Il 13% risponde non saprei.

Per quattro su 10 si potrebbe arrivare a un cambio di regime in Iran

Malgrado la bocciatura dell’attacco gli italiani intravedono la possibilità di qualche risvolto positivo per l’Iran: quattro su dieci ritengono che si possa arrivare a un cambio di regime, pochi credono si possa instaurare una democrazia. Il 20% ritiene che il regime degli Ayatollah venga indebolito, ma rimanga alla guida del Paese, accettando di rinunciare all’atomica e a combattere Israele. Il 19% pensa che il regime resti saldamente alla guida del Paese e non ceda alle richieste americane. Il 17% ritiene che il regime crolli facendo cadere l’Iran nel caos, senza un governo centrale che amministri il Paese. Il 16% ritiene che il regime degli Ayatollah possa crollare e venga sostituito da un governo non democratico, ma più liberale e pacifico. Solo il 6% pensa che il regime possa crollare e venga sostituito da un governo democratico.

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