Lindsey Vonn è tornata a parlare per la prima volta in pubblico, dopo l’infortunio, in un lungo video pubblicato sui social, nel corso del quale ha mostrato anche alcune radiografie. Lo ha fatto raccontando il suo calvario: i tanti interventi che ha subito, i lunghissimi mesi che la aspettano. Ma è soprattutto il ringraziamento al suo medico, Tom Hackett, dottore della nazionale americana, che mette i brividi: “Mi ha salvato la gamba dall’amputazione”, ha detto la campionessa americana, dimessa dopo due settimane di ospedale e adesso in un hotel, in attesa di poter tornare a casa.  

Lindsey Vonn lastra 24022026 (Instagram/Lindsey Vonn)

L’incidente nella discesa libera di Cortina aveva causato una frattura complessa alla tibia, che coinvolgeva anche testa del perone e il piatto tibiale: “Praticamente era tutto a pezzi – ha raccontato Vonn -. La situazione era molto complessa perché ho sviluppato una sindrome compartimentale. Succede quando c’è un trauma così forte in una zona del corpo in cui si accumula troppo sangue, resta intrappolato e finisce per schiacciare tutto all’interno del compartimento: muscoli, nervi, tendini rischiano di morire”. Così, per diminuire questa pressione, si è reso necessario un intervento chirurgico di urgenza chiamato fasciotomia, che ha richiesto sei ore per essere completato: “Il dottor Hackett ha inciso entrambi i lati della gamba – ha proseguito la statunitense -, l’ha aperta per così dire, permettendole di respirare. Mi ha salvato”.  

Lindsey Vonn lastra 24022026

Lindsey Vonn lastra 24022026 (Instagram/Lindsey Vonn)

La campionessa ha poi detto di essere rimasta in ospedale più del previsto a causa dell’emoglobina molto bassa per la grande perdita di sangue dovuta agli interventi: “Stavo davvero male – ha confessato – il dolore era difficile da controllare. Ho dovuto fare una trasfusione e mi ha aiutata tantissimo”. Vonn ha ringraziato tutto lo staff medico, sia italiano che statunitense, che l’ha assistita finora, in un percorso che però sarà ancora molto lungo per lei.   Attualmente, infatti, è costretta in sedia a rotelle, in quanto a Cortina si è rotta pure la caviglia destra: per passare alle stampelle, prevede, ci vorranno almeno due mesi. “Non posso dirvi quanto sia stato doloroso – ha raccontato con la voce rotta dall’emozione – Ci vorrà circa un anno perché tutte le ossa guariscano poi deciderò se togliere tutto il metallo o meno, per poi tornare in sala operatoria e finalmente aggiustare anche il crociato anteriore. Sarà una strada lunga, ma ce la farò”.   Nessun rimpianto, insomma: “È un colpo che avrei voluto evitare – ha concluso – ma la vita è così: bisogna incassare e andare avanti. Farò del mio meglio anche questa volta”. 

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