Per l’Unione Europa sembra “esistere” solo l’aceto di vino. Per tutte le altre tipologie, sempre più diffuse, a partire dal nostro Balsamico – Igp e Dop che dato il loro successo devono continuamente difendersi dai tentativi di imitazione – non è prevista, nel diritto Ue, una «definizione armonizzata». Questa esiste appunto esclusivamente per l’aceto di vino, mentre tutti gli altri tipi di aceto restano disciplinati da normative nazionali eterogenee. Un “buco normativo” e una frammentazione, lamentano i produttori che «in un contesto di scambi internazionali sempre più intensi, genera distorsioni concorrenziali, incertezza per gli operatori e confusione per i consumatori».

Se ne è discusso in un incontro al Parlamento europeo, su iniziativa dell’eurodeputato Stefano Bonaccini, dedicato al comparto, dove è emersa «la necessità di introdurre una definizione europea unitaria per produzione, denominazioni ed etichettatura, colmando un vuoto normativo che incide su un settore in forte crescita», spiega in una nota Federvini.

«Il comparto chiede uno standard, una definizione chiara del termine aceto. Il prodotto aceto sta vivendo un momento molto positivo: è naturale, legato al territorio, con molteplici utilizzi. Sta crescendo in tutto il mondo e l’Italia e l’Europa sono grandi produttori – ha dichiarato Sabrina Federzoni, Presidente del Gruppo Aceti di Federvini -. Oggi ci manca una definizione chiara che identifichi che cos’è aceto e che cosa non lo è. Il nostro obiettivo è avere una definizione europea che renda trasparente l’informazione al consumatore e gli permetta di capire cosa sta effettivamente comprando».

Nel corso del confronto è stato ribadito anche il peso economico e internazionale dell’Aceto Balsamico di Modena, uno dei principali ambasciatori dell’agroalimentare italiano nel mondo. «Il nostro prodotto esporta oltre il 92% del proprio volume – ha sottolineato Cesare Mazzetti, Presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena -. È il prodotto italiano a indicazione geografica che esporta di più in assoluto. Abbiamo una presenza in oltre 100 Paesi del mondo e siamo conosciuti come l’ambasciatore del mangiare bene italiano».

Al confronto hanno partecipato anche Valéry Brabant, Presidente della European Vinegar Association (EVA), che riunisce le associazioni dei produttori di numerosi Stati membri, e l’eurodeputata francese Céline Imart, impegnata insieme a Bonaccini nel percorso legislativo in corso.

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