Rudy Giuliani contro Zohran Mamdani: il sindaco dell’11 settembre non vuole a Ground Zero il suo attuale successore, che aveva 9 anni quando i terroristi di al Qaida schiantarono i due aerei contro le Twin Towers. “La sua presenza mi offende” ha commentato l’81enne, fedelissimo di Donald Trump, durante una tirata anti-islamica sull’emittente di destra Newsmax, in cui ha paragonato Mamdani ai dirottatori, sostenendo che nutrivano ostilità nei confronti dell’America, ma “non cercavano di nasconderla, come invece lui sta facendo lui”.

In occasione del 25esimo anniversario dalle stragi (che, solo a New York, provocarono la morte di oltre 2.700 persone), Rudy Giuliani torna a parlare in toni diversi rispetto al 2001, quando fu ampiamente elogiato per la gestione della tragedia, per aver invitato a voltare pagina e risollevarsi dopo l’atroce episodio. Una storica cover di Time sul ‘sindaco d’America’ descrisse una figura capace di unire il Paese. Negli anni però Rudy si è spostato sempre più a destra diventando una figura di punta tra i complottisti della squadra di Trump. Oggi Giuliani parla (su Newsmax) di un complotto islamico appoggiato dal primo cittadino per “prendere il controllo di parti dell’America e dell’Europa”.

Zohran Mamdani e Rudy Giuliani (Afp)

Il tycoon a New York non ci sarà: si presenterà al Pentagono e manderà a Ground Zero il vice J.D. Vance. Il presidente non parteciperà alla cerimonia dove sorgeva il World Trade Center perché intende pronunciare un discorso, cosa che non è consentita durante la commemorazione. Il suo discorso sarà riservato all’analoga commemorazione che si svolgerà al Pentagono, un altro degli obiettivi dei terroristi islamici che compirono gli attentati.

Presente a Manhattan invece George W. Bush, che visitava da presidente una scuola della Florida quando arrivò la notizia degli attentati. Bush, che lanciò le guerre in Afghanistan e in Iraq in risposta alle stragi, ha chiuso con la politica dopo aver lasciato la Casa Bianca. Si è dedicato alla pittura e di recente ha creato 16 dipinti in tributo alle vittime, esposti in questi giorni alla Presidential Library di Dallas.

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