Una legge quadro per il settore florovivaistico. È la richiesta che è venuta dall’Associazione florovivaisti italiani della Cia al Governo per questo scorcio finale della legislatura. Un ddl di misura quadro per il settore era stato presentato già nella passata legislatura. All’inizio della nuova era stato trasformato in una legge delega al Governo per appunto definire una disciplina quadro per il settore.

Identità e riconoscimento giuridico

«Senza una definizione chiara – ha spiegato il past president dell’Associazione florovivaisti italiani, Aldo Alberto – facciamo fatica a parlare con una voce sola. Senza un riconoscimento giuridico poi, non abbiamo interlocutori nelle istituzioni. Ad oggi, infatti, noi non sappiamo con quale direzione del Masaf dobbiamo interfacciarci. Senza dimenticare che senza inquadramento e riconoscimento ci sono precluse molte forme di finanziamento al settore agricolo».

Giro d’affari da 3,25 miliardi

Eppure il comparto del florovivaismo in Italia non è un settore marginale: registra un fatturato di 3,25 miliardi di euro , realizzato per il 70% sui mercati esteri, conta oltre 20mila aziende e più di 100mila addetti.

Gasolio, energia e lotta fitosanitaria le sfide

«Un comparto che sta affrontando sfide importanti – ha aggiunto la nuova presidente dell’associazione dei florovivaisti della Cia, Emanuela Milone -. Siamo un settore energivoro, le serre sono riscaldate con gasolio d’inverno e irrigate con pompe a gasolio d’estate. Avremmo la chance dell’agrivoltaico e quindi dei pannelli che si potrebbero montare sulle stesse serre. Ma alla prova dei fatti si tratta di investimenti che si stanno rivelando molto più complessi del previsto sul piano della gestione burocratica. E affrontiamo la sfida fitosanitaria con minacce sempre più consistenti per effetto del cambiamento climatico da un lato e dall’altro con la messa in fuorigioco di alcune molecole importanti per la lotta fitosanitaria senza che ne siano state individuate di alternative. Per tutti questi motivi abbiamo bisogno di una legge quadro per il settore che possa rappresentare la base di partenza di un nuovo inizio e un nuovo sviluppo. Senza un’identità giuridica chiara non possiamo fare sistema, né accedere in modo mirato alle risorse per innovare e competere».

Ma alle domande incalzanti poste dai florovivaisti italiani della Cia ha provato a dare una risposta il sottosegretario all’Agricoltura e alla Sovranità alimentare, Patrizio La Pietra che ha la delega al settore.

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