Comincia la grande partita delle nomine, che quest’anno investirà le maggiori società partecipate dallo Stato e caselle di vertice di varie Authority. Si dovrebbe iniziare oggi con la presidenza della Consob: nella riunione del Consiglio dei ministri convocata per il pomeriggio dovrebbe essere esaminata la designazione del successore di Paolo Savona, in scadenza il prossimo 8 marzo. La persona designata è il sottosegretario al ministero per l’Economia, Federico Freni, a conferma delle indiscrezioni che da settimane lo accreditano come la candidatura in pole position per quel ruolo. Freni è espressione della Lega, così come lo è il predecessore Paolo Savona: fu la Lega che lo propose per la presidenza della Consob, per la quale lasciò l’incarico di ministro per gli Affari europei.
La decisione di portare ora la designazione all’esame dell’Esecutivo esprime la determinazione del Governo di garantire l’entrata in carica del nuovo presidente in concomitanza con la scadenza del predecessore, per evitare lunghi periodi in cui il collegio sia costretto a deliberare con quattro componenti, come del resto avvenuto più volte in passato, anche prima che fosse scelto Savona. La nomina del presidente Consob, come del resto quella dei presidenti delle altre Authority indipendenti, richiede tempi lunghi: dopo la designazione del Consiglio dei Ministri, la proposta deve ottenere i pareri non vincolanti delle commissioni parlamentati competenti. La formalizzazione avviene attraverso un decreto del presidente della Repubblica, che deve essere registrato dalla Corte dei conti. L’iter non è breve e richiede in genere almeno un mese. Ecco perché il Governo si muove in anticipo.
La decisione di mettere mano alle nomine sembra, però, rivelare l’intenzione di ragionare anche sulle altre caselle che si apriranno nei prossimi mesi. A maggio scade il mandato del presidente dell’Antitrust, Roberto Rustichelli; anche la nomina del successore richiederà almeno un mese di tempo, seppure la designazione avvenga su iniziativa dei presidenti di Camera e Senato, che prima pubblicano un avviso per ricevere le candidature dei soggetti interessati.
In questi giorni è sotto i riflettori il caso del collegio del Garante per la Privacy: un componente, Guido Scorza, si è dimesso nel fine settimana. Ma la permanenza dei quattro componenti che hanno manifestato l’intenzione di restare al loro posto diventerà sempre più complicata col passare del tempo e rischia di paralizzare l’attività dell’Autorità. Le riflessioni su quelle caselle sono già partite: l’avvicendamento di Scorza sarà deciso dal Parlamento, tenendo conto della parte politica che lo aveva espresso (M5S).
A settembre scadrà il presidente dell’Autorità anticorruzione Anac, Giuseppe Busia. Anche in questo caso la nomina passa attraverso la designazione del Consiglio dei ministri e deve ottenere il parere delle commissioni parlamentari.

