Soffre il mercato dei veicoli commerciali leggeri e dei mezzi industriali. A elaborare i risultati dei primi nove mesi dell’anno è l’Anfia. Il mercato dei veicoli commerciali leggeri ha chiuso i primi nove mesi del 2025 con oltre 141mila veicoli immatricolati, -6,1% rispetto allo stesso periodo del 2024, quando i volumi superavano già le 150mila unità. Il mercato degli autocarri pesanti conta 20.823 immatricolazioni, in calo dell’8% rispetto al 2024. Fa eccezione soltanto il mercato dei veicoli trainati con portata totale a terra superiore a 3.500 kg, che aveva chiuso in negativo il 2024 con un -13,2%di immatricolazioni rispetto al 2023 e che invece registra una crescita nel 2025.
Se si confronta la situazione del mercato italiano con quello europeo, la situazione è anche peggiore. Nei primi nove mesi del 2025, nell’area Ue, Efta e Uk, il mercato dei veicoli commerciali leggeri, si attesta a circa 1,36 milioni di unità e registra un calo dell’8,5% rispetto allo stesso periodo del 2024. Se si guarda ai volumi degli autocarri con ptt superiore a 3.500 kg, si contano poco meno di 269mila nuove registrazioni, in calo del 9,9%. Analizzando il mercato degli autocarri per segmento, gli autocarri pesanti (ptt ≥16.000 kg) registrano una flessione del 9,5%, con quasi 219mila unità vendute.
Si tratta di un comparto chiave del mercato sia per gli impatti industriali – in Italia si producono i commerciali leggeri per casa Stellantis oltre che i Daily per Iveco, tra le altre cose – che per l’impatto del comparto sul tema della decarbonizzazione dei trasporti in generale. Per accelerare il processo di rinnovamento della flotta circolante, il ministero dei Trasporti ha destinato 590 milioni di fondi per le aziende di trasporto che vorranno investire in mezzi a minore impatto ambientale, una misura che copre il periodo 2027-2031, dunque un vero e proprio piano pluriennale salutato positivamente dalle associazioni del settore.
Il prossimo 17 dicembre invece è previsto il click day per richiedere i fondi previsti dal Decreto n. 203 del 7 agosto 202 che mette a disposizione un 13 milioni di euro, destinati appunto a favorire il rinnovo del parco veicolare eliminando i mezzi più vecchi e incentivando l’acquisto di soluzioni più sostenibili e tecnologicamente avanzate. La finestra per la presentazione delle domande dura fino al 16 gennaio 2026. I contributi variano da 4mila a 24mila euro, con bonus aggiuntivo di 1.000 euro se viene rottamato un mezzo obsoleto, e sono inclusi: Ibridi diesel/elettrico, Full electric, Metano, CNG e LNG (gas naturale liquefatto). L’acquisto di veicoli diesel Euro 6 è ammessa solo con rottamazione di veicoli pari o superiori a 7 tonnellate e contributi da 7 a 15mila euro.
Se il mezzo rottamato è Euro IV o inferiore, la domanda ha priorità e viene riconosciuto un extra bonus che va da 5 a 10mila euro. Quanto ai veicoli commerciali leggeri (3,5 t – 7 t), l’acquisto di un Euro 6 step E / Euro 6 E è ammesso solo con rottamazione e con un contributo base da 3mila euro. Rientrano nella misura tutti i mezzi acquistati dal 21 ottobre 2025 in poi. Ogni impresa inoltre può presentare una sola domanda per periodo, includendo più tipologie di investimento, fino a un massimo complessivo di 550mila euro.
