Fermo restando l’obbligo di rispettare il Codice della Strada per tutti i soggetti coinvolti, una proposta di legge dem punta a introdurre una sorta di responsabilità rafforzata per il conducente del mezzo preponderante per massa, per velocità, per potenza
«Noi vogliamo che si passi dal dire al pedone e al ciclista “pensa da solo a proteggerti” al concetto per cui lo Stato e, a caduta, gli enti che si devono occupare di questo tema, creino le condizioni per rendere le strade più sicure». In che modo? Per esempio, introducendo nella nostra normativa sulla circolazione stradale «il concetto di gerarchia delle responsabilità», ovvero l’utente più forte, quello che è alla guida del mezzo «preponderante per massa, per velocità, per potenza» sia anche quello cui attribuire – in via prioritaria e fermo restando l’obbligo per tutti gli utenti di rispettare il Codice della strada – una sorta di “responsabilità rafforzata” in caso di sinistro. L’onorevole dem Valentina Ghio spiega così a Parlamento 24 uno degli aspetti più innovativi della proposta di legge a sua prima firma “Disposizioni in materia di sicurezza, sviluppo e promozione della mobilità attiva”, da poco presentata a Montecitorio: l’utente della strada che guida il mezzo preponderante «è quello che ha più responsabilità, quindi deve stare più attento nei confronti degli utenti vulnerabili».
Maggiori tutele per pedoni e ciclisti
La proposta di legge AC 2523 introduce anche un pacchetto di misure che punta a incentivare gli spostamenti a piedi e in bicicletta e a proteggere gli utenti deboli, in particolare i pedoni: alcune norme prevedono ad esempio la precedenza dei pedoni in buona parte delle situazioni e l’ampliamento della larghezza dei marciapiedi a due metri, anche considerato che “i marciapiedi sono il luogo della sicurezza e anche il luogo della socialità che invita ad andare a piedi». La Pdl prevede poi che il sorpasso di una bicicletta da parte di un’auto sia possibile solo con un metro e mezzo di distanza.

