La Procura generale di Milano riceve i primi risultati delle verifiche estere nell’istruttoria supplementare sul caso Minetti, in attesa di un parere definitivo.
Stanno arrivando alla Procura generale di Milano i primi esiti degli accertamenti in corso, anche in Uruguay e in Spagna, relativi all’istruttoria supplementare per far luce sulla richiesta di grazia ottenuta da Nicole Minetti, l’ex consigliera lombarda che deve espiare 3 anni e 11 mesi di reclusione per sfruttamento della prostituzione nel caso Ruby e peculato nel processo Rimborsopoli.
La procuratrice generale Francesca Nanni e il sostituto pg Gaetano Brusa quando avranno un quadro completo si esprimeranno e se dovesse emergere qualche elemento “ostativo” potrebbero rivedere il loro parere.
Da quanto si apprende, il parere della Procura generale sulla questione, diventata anche una diatriba politica, non è atteso questa settimana.
Gli approfondimenti viaggiano su un doppio binario:
1) da un lato l’ulteriore verifica della documentazione legata all’adozione di un minore malato in Uruguay; in particolare, la procura generale di Milano intende accertare la “veridicità” della sentenza del tribunale di Moldonado, in Uruguay, che nel 2023 ha certificato la regolarità dell’iter per l’adozione del bambino:
2) dall’altro il “cambio vita” dell’ex consigliera regionale lombarda. La procura generale aveva infatti espresso parere positivo alla grazia poi concessa a Nicole Minetti proprio sulla base di uno “stile di vita successivo al reato” che “l’ha vista impegnata costantemente in attività a carattere umanitario con la costituzione di un nucleo famigliare e l’adozione di un minore con gravi problemi di salute che necessita di attenzioni e cure significative”.
Inoltre l’interopol è stata incaricata di certificare l’assenza di eventuali indagini o procedimenti penali avviati a carico di Minetti da parte di autorità giudiziarie straniere.

