Qualità della vita 2026
A Bari c’è il miglior clima d’Italia. Sul fondo Carbonia, Terni e Belluno. Il Sole 24 Ore aggiorna l’Indice del clima e traccia i trend climatici degli ultimi 15 anni.
Temperatura, differenza 2025/2010 in °C
9 marzo 2026
di Michela Finizio
Per il terzo anno consecutivo Bari primeggia nell’Indice del clima del Sole 24 Ore, prima tappa di avvicinamento alla storica indagine della Qualità della vita che misura i territori più vivibili del nostro Paese.
La classifica sul clima, in particolare, fotografa il benessere climatico e racconta quali sono le città capoluogo in grado di offrire le condizioni meteo migliori a chi vive sul territorio in base ai dati medi rilevati nell’arco del decennio 2015-2025.
Al risultato contribuiscono 15 indicatori che misurano 15 differenti parametri climatici che impattano sulla vita quotidiana delle persone.
Gli indicatori
I 15 parametri rilevano altrettante condizioni meteorologiche nel periodo 2015-2025. Le prime e le ultime classificate per ciascun indicatore.
La top ten
Inseguono il capoluogo pugliese diverse località della costa adriatica come Barletta-Andria-Trani (al secondo posto, i cui dati sono riferiti alla performance media dei tre capoluoghi), Pescara, Ancona e Chieti.
Tra i primi dieci figurano per lo più territori costieri (tra cui anche Livorno, Trieste e Imperia), ma anche alcune città in altura (Pesaro e Urbino, come media dei valori rilevati in entrambe i centri urbani, ed Enna).
Le peggiori
In chiusura c’è la città di Carbonia (Sud Sardegna), tra le più colpite dai picchi di caldo estremo, dall’indice di calore e dall’umidità relativa. Il capoluogo sardo è preceduto da Terni, Belluno e Caserta.
Belluno, in particolare, è ultima in tre dei quindici indicatori: ha il minor numero di ore di sole al giorno (in media 6,8 contro le 9,2 di Agrigento, la più soleggiata); registra il maggior numero medio di giorni freddi all’anno (19,5 nel decennio preso in esame); è penalizzata poi dall’umidità relativa, con ben 263 giorni all’anno fuori dal comfort climatico, cioè sotto il 30% oppure sopra il 70% di umidità. La città veneta, però, vanta anche il minor numero di notti tropicali, solo 15, durante le quali (tra mezzanotte e le sei) si rileva una temperatura superiore ai 20 gradi.
Terni, invece, è penalizzata dalla performance peggiore tra i capoluoghi per ondate di calore e picchi di caldo estremo: nell’entroterra questi fenomeni non sono mitigati dalla brezza marina, che invece premia città come Savona, Pescara, Imperia, Genova, tra le prime in questi indicatori.
I fenomeni climatici estremi
L’andamento degli eventi estremi: media mobile triennale dei valori rilevati per macro-area geografica, con differenza del valore 2025-2010
Le grandi città
Le grandi città restano divise in due gruppi: da un lato Bari (1ª), Trieste (8ª), Venezia (15ª), Napoli (24ª), Reggio Calabria (29ª), Cagliari (33ª) e Roma (37ª) che si incontrano tra le prime quaranta posizioni della classifica; dall’altro Milano (71ª), Bologna (72ª), Firenze (78ª) e Torino (90ª) nella seconda metà della graduatoria.
Più in generale tra gli ultimi 30 piazzamenti, quindi dove si rilevano le peggiori condizioni meteorologiche, si incontrano tutte città del Nord (in particolare situate in Pianura padana) tranne sei capoluoghi del Mezzogiorno e cinque del Centro.
A Torino, poi, si rileva si rileva la peggiore circolazione dell’aria, con 162 periodi di aria stagnante all’anno (almeno 4 giorni con precipitazioni < 1 mm giornaliero).
Piogge torrenziali, caldo torrido e raffiche di vento: si moltiplicano gli eventi estremi in Italia
Da Milano a Enna i territori alle prese con i nuovi problemi legati al cambiamento climatico
I primati
Infine, stringendo il focus su alcuni parametri meteo, spiccano i primati di Enna che, grazie alla sua altitudine, registra il più basso indice di calore e la migliore circolazione dell’aria, e di città come Cagliari o Catania dove ormai non si rilevano più giorni freddi (sotto i 3 gradi di temperatura percepita) all’anno.
Le temperature mensili, città per città
La differenza delle temperature medie giornaliere di ogni mese dal 2013 al 2024 calcolate rispetto alla media delle temperature rilevate tra il 2008 e il 2012, in °C
L’indagine
L’Indice del clima del Sole 24 Ore è stato pubblicato per la prima volta nel 2019 e rappresenta un’elaborazione originale della redazione su dati forniti da 3bmeteo, società del gruppo Meteosolutions Srl, riferiti alle performance climatiche rilevate dal 2008 al 2025 sulla Penisola da oltre 2mila centraline meteo per fascia esaoraria. Il dataset contiene circa 16mila stringhe di valori per ciascuna città-capoluogo. Il team di meteorologi di 3bmeteo ha collaborato all’ideazione e validazione degli indicatori presi in esame.

