Il cantiere Intermarine di Messina torna dentro una prospettiva industriale nazionale. La commessa della Guardia di Finanza per due unità Guardacoste, dal valore potenziale di 288 milioni, riporta lo stabilimento dello Stretto al centro della cantieristica ad alta tecnologia, in una fase di crescita che intreccia difesa, sicurezza marittima, ricerca e soccorso.
Intermarine fa capo al gruppo Immsi, quotato a Euronext Milan e controllato dalla famiglia Colaninno attraverso Omniaholding. Il gruppo ha due poli produttivi: Sarzana e Messina. Il primo è specializzato nelle unità in vetroresina e materiale composito, a partire dai cacciamine amagnetici; il secondo nelle navi in alluminio e acciaio ad alto contenuto tecnologico, fino a 60 metri. Tra i due cantieri l’integrazione è continua: Sarzana concentra una parte rilevante dei programmi militari, Messina lavora sulle unità veloci e sui pattugliatori.
Il bando Gdf riguarda due unità navali per un valore iniziale di 28,2 milioni, destinate alle attività di polizia del mare e law enforcement. Il contratto prevede l’avvio immediato della costruzione delle prime due unità e l’opzione per altre 15 navi, oltre al supporto logistico, per ulteriori 260 milioni. Le prime imbarcazioni saranno realizzate a Messina.
Per il sito messinese il carico di lavoro può tradursi anche in crescita occupazionale. Il dato attuale, confermato come dato sindacale, è quello indicato dalla Fiom Cgil Messina: circa 70 operai diretti e una quarantina di lavoratori dell’indotto. Numeri che, con le nuove commesse, sono destinati a crescere. A marzo il presidente dell’Autorità di sistema portuale dello Stretto, Francesco Rizzo, ha definito la cantieristica il «genius loci» della città e ha posto il tema dell’attrazione di grandi interlocutori industriali.
La commessa Gdf arriva mentre Intermarine sta sviluppando altri programmi. Con Leonardo, in Rti, ha firmato con Navarm il contratto per cinque cacciamine di nuova generazione per la Marina Militare: 1,6 miliardi di valore base e circa un miliardo di opzioni. La quota Intermarine è di 1,165 miliardi, pari al 73%. Nel 2025 l’azienda si è aggiudicata anche il bando della Guardia Costiera per unità polivalenti d’altura, dal valore potenziale di 130 milioni. A Messina sono state progettate e realizzate anche le unità veloci Polaris e Sirius per Snav, gruppo Msc.

