Gli ambiti su cui nel triennio si sono concentrati gli investimenti delle startup innovative finanziate con Smart&Start Italia, l’incentivo promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestito da Invitalia, sono: Web Technology, con Cloud computing, IoT, e-commerce, Social network (40%), Industria High Tech (18%) e Life Science (16%). Seguono poi Ambiente ed energia (10%), Smart Cities (7%), It e infrastrutture (6%), Turismo e Beni culturali (3%).

I numeri dicono come gli incentivi pubblici gestiti da Invitalia dedicati alla nascita di startup e Pmi possono trasformarsi in rafforzamento degli investimenti sul territorio. Invitalia, oltre a erogare gli incentivi, offre servizi di orientamento e accompagnamento: dalla definizione del progetto, alla presentazione della domanda, fino al sostegno nella fase di crescita dell’impresa. Oltre 6mila team imprenditoriali hanno beneficiato dei servizi messi a disposizione dal network, generando complessivamente 8.600 incontri one-to-one, nei luoghi in cui si crea impresa e innovazione.

A questo proposito, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ricorda che nel ddl sulle piccole e medie imprese, che diventerà legge entro fine anno, è prevista anche una delega al governo “sul riordino della disciplina” per rendere più competitivo il sistema delle startup e delle Pmi innovative, che sono in grado anche di creare nuovi modelli di business.

In Europa, nel 2025, il 36% dei fondi venture capital è stato investito in aziende deep tech rispetto al 19% del 2021. Nonostante la grande “vivacità” che sta vivendo il settore, Urso fa comunque notare che l’entità complessiva degli investimenti in Ue, seppur in aumento, «rimane assai inferiore rispetto a quella degli Stati Uniti»

Loading…

Condividere.
Exit mobile version