Doppia riunione a Palazzo Chigi. Dopo l’escalation della tensione in Iran e in Medio Oriente, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presieduto due vertici di governo. Due i temi centrali: sicurezza ed energia.

Primo vertice sulla sicurezza

Nel primo incontro hanno partecipato il vicepresidente e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.

«La riunione – ha comunicato Palazzo Chigi – si è focalizzata sugli ultimi sviluppi della crisi, con particolare attenzione alle misure per assistere e garantire la sicurezza dei cittadini italiani presenti nelle aree coinvolte, ribadendo il massimo impegno dell’Esecutivo»

Il punto con Eni e Snam

Nel secondo incontro, a cui si sono aggiunti gli amministratori delegati di Eni Claudio Descalzi e di Snam Agostino Scornajenchi, è stato inoltre affrontato «il tema della sicurezza energetica, con un’analisi dell’impatto attuale e potenziale delle ostilità sui mercati dell’energia e sull’economia, nonché delle possibili azioni di mitigazione che il Governo potrebbe adottare nel breve e medio periodo».

Le conseguenze del blocco dello stretto di Hormuz

Le conseguenze, in particolare quelle del blocco dello stretto di Hormuz, si vedono già. Il future per maggio sul Brent si muove sugli 83 dollari al barile, mentre il Wti supera i 66 dollari. Alcuni operatori hanno alzato la propria previsione sul prezzo del Brent e vedono i prezzi salire fino a 120-150 dollari in uno scenario estremo di conflitto prolungato.

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