Lasciata in condizioni devastanti. La violenza di due albanesi contro la minorenne

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Si è conclusa con l’arresto di due uomini, cittadini albanesi di 22 e 26 anni, l’indagine sulla violenza sessuale di gruppo perpetrata ai danni di una ragazza minorenne di 16 anni. A eseguire l’arresto sono stati gli uomini della polizia di Stato, che ha datto seguito a una misura cautelare in carcere emessa dal Gip presso il tribunale di Siena.

Tutto nasce in un locale della Valdisesia, molto popolare soprattutto tra i giovanissimi. Dopo la notte trascorsa con alcuni amici in questa discoteca, la giovane vittima è stata violentata all’interno di una automobile parcheggiata poco distante dall’ingresso del locale. I suoi aggressori hanno approfittato dell’alterazione psicofisica della minorenne dovuta all’abuso di alcool all’interno del locale per perpetrare la violenza. Gli stessi aggressori, come ricostruito dalle forze dell’ordine, l’avrebbero poi riaccompagnata a casa. O meglio, la giovanissima è stata accompagnata nei pressi dell’abitazione, dove poi è stata lasciata in condizioni devastanti, senza accertarsi che la giovane riuscisse a fare rientro presso la sua abitazione.

La giovanissima, quando si è ripresa, ha sporto denuncia presso il commissariato di polizia di Poggibonsi e da quel momento gli agenti hanno avviato l’indagine, mettendosi sulle tracce degli aggressori. Le indagini sono state coordinate dal pubblico ministero presso il tribunale di Siena, che dopo un lungo lavoro sul campo hanno portato all’identificazione dei due indagati. I due stranieri, dopo l’arresto, sono stati condotti al carcere di Santo Spirito di Siena, in attesa degli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni, con l’applicazione del braccialetto elettronico.

È stato un lavoro molto complicato, che ha coinvolto diversi reparti della polizia di stato nelle varie fasi dell’indagine. Sono state autorizzate anche le perquisizioni con il supporto del reparto cinofilo e sono stati proprio i cani, durante la perquisizione, a trovare la cocaina all’interno dell’abitazione di uno dei due. L’emissione delle due misure, spiega una nota della Questura diffusa su autorizzazione della Procura, è “conseguente alla meticolosa ricostruzione dei fatti avvenuta tramite l’attenta visualizzazione di oltre cento ore di filmati estrapolati dai vari circuiti di videosorveglianza della zona interessata. Le attività, che hanno impegnato, giorno e notte gli uomini e le donne del Commissariato di Poggibonsi, per diversi giorni, hanno permesso di individuare i due indagati e ricostruire i fatti“.

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