Le Ong sui media stranieri accusano l'”Italia crudele”

0
7

La Ocean Viking e la Geo Barents sono tornate in mare, nel Mediterraneo centrale, per nuovi interventi. Lo avevano annunciato e a distanza di due settimane dallo sbarco dei migranti ad Ancona si sono dirette nuovamente verso la Tripolitania. Resta da capire il motivo per il quale, nonostante dai rapporti della guardia costiera emerga che dalla Libia partano due rotte, l’altra dalla Cyrenaica, le navi delle Ong preferiscano stanziare in un solo punto, pressappoco nei pressi di Zuara, dove attendono in acque internazionali l’arrivo dei barchini. Il decreto firmato da Matteo Piantedosi ha reso più stringente e controllabile la loro azione, obbligandoli a effettuare un solo intervento nel caso in cui vogliano chiedere il porto all’Italia. In caso contrario ci sono sempre Malta e la Tunisia o tutti gli altri porti dell’area mediterranea.

Grazie al continuo servilismo della sinistra, che per anni ha sacrificato la sovranità nazionale, dall’estero tutti si sentono in diritto di fare pressioni sull’Italia affinché il nostro Paese spalanchi le sue porte a navi battenti bandiere straniere con a bordo migranti irregolari senza documenti, che per la maggior parte non hanno diritto di protezione internazionale. Sui giornali esteri, nelle radio e nelle tv europee le Ong vanno in processione per lamentarsi di quanto l’Italia sia brutta e cattiva. Gli ultimi affondi contro il nostro Paese arrivano dall’Olanda e, ancora, dalla Spagna, i cui media sembrano essere quelli preferiti dalle Ong per attaccare l’Italia.

Il sito spagnolo laMarea.com dedica al nostro Paese un articolo dal titolo significativo: “L’Italia soffoca le navi di soccorso umanitario“. Il giornalista parla dell’esecutivo Meloni come di un governo di “estrema destra” che “ha iniziato una vera crociata contro le organizzazioni “. Nell’articolo si critica il sistema di assegnazione dei porti. “se rimani due o tre giorni per vedere se arrivano più barche, possono essere sanzionati. E le grandi navi sono pronte a stare diversi giorni, anche una settimana a salvare“, dice Íñigo Mijangos, presidente del Salvamento Marittimo Umanitario che arma la barca Aita Mari. Ma se possono stare sette giorni in mare al largo della Libia in acque internazionali, possono benissimo raggiungere porti a quattro giorni di distanza dalla loro area operativa.

Dalle colonne del sito olandese Nos.nl, invece, da Medici senza frontiere riferiscono che le percentuali di sbarco dalle Ong sono del 10-15% del totale ma la Guardia costiera in audizione alla Camera ha spiegato bene questi numeri, in riferimento alla scelta delle Ong di eleggere solo una rotta migratoria sulla quale agire. Infatti, le Ong intervengono sul “34% dei migranti giunti in Italia attraverso il flusso della Tripolitania“. Ancora una volta, all’estero viene fatta una narrazione di quanto avviene in realtà nel Mediterraneo centrale e in Italia. Ma la Ong non riconosce nemmeno l’autorità della Guardia costiera italiana: “Il ruolo delle Ong nel numero di persone che arrivano è completamente esagerato per ragioni politiche“. Dalle colonne del sito olandese, si riferisce che “Medici Senza Frontiere sta valutando un’azione legale contro la nuova legge“.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui