Saman Abbas, il padre Shabbar: “Mia figlia è viva”

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L’uomo, per cui l’Italia ha chiesto l’estradizione, è accusato dalla Procuradi Reggio Emilia di omicidio, sequetro di persona e soppressione di cadavere in concorso con altri quattro familiari


Il difensore dello zio Danish: “Il mio assistito ha collaborato” – In relazione al rudere, non lontano dal casolare in cui Saman viveva con la sua famiglia, in cui sono stati localizzati resti umani (probabilmente della ragazza), il difensore dello zio Danish ha detto che “la collaborazione c’è stata e lo dice l’atto del verbale di rinvenimento del cadavere, con la sua presenza in loco, messo a disposizione dalla Procura per noi difensori”. Il legale Liborio Cataliotti conferma che è stato il suo assistito Danish Hasnain a inddicare il luogo dell’occultamento del corpo. 

 

 

“Non ipoteco il futuro processuale del mio assistito – chiarisce – e non commento atti in divenire o non ancora realizzati. Quello che posso dire è che effettivamente ha dato il suo apporto. Che ce ne sia uno ulteriore, staremo a vedere il prosieguo. Ad ora non saprei, perché significherebbe prevedere sviluppi di un processo difficile e richiederebbe un’introspezione psicologica della persona che non è facile per me che lo conosco solo da due giorni”. 

Cataliotti ritiene infine che “sia indispensabile una sinergia delle parti, in questo processo più di altri, volta a verificare la verità storica dei fatti. L’acquisizione di elementi di prova utili a ricostruirla è importante, poi sull’interpretazione ci confronteremo tra le parti. La posizione di Danish dopo la collaborazione cambia? Ad oggi no, zero virgola zero. Ha contribuito e questo è un punto fermo, vedremo cosa succederà in futuro”. 

 




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