La corsa alle terre rare trascina anche l’attività delle imprese che svolgono attività collaterali e propedeutiche all’estrazione mineraria. Perché, nel riavvio di una miniera, va messa in campo un’intera filiera. Proprio in questo ambito rientra anche la Valente Spa, azienda fondata a Milano nel 1919 e operante nel settore in attrezzature per lavori sotterranei, che ha ricevuto una commessa da da più di un milione di euro per la miniera di Silius, nel Gerrei in Sardegna, dove, entro il 2026, partiranno le attività di coltivazione di fluorite, con un’attenzione anche alle terre rare.

All’orizzonte c’è l’estrazione di 70mila tonnellate l’anno di fluorite, indispensabile per le batterie a ioni di litio e 6,8 mila tonnellate l’anno di galena (da cui si ricava il piombo). L’azienda milanese, fornirà locomotori elettrici, locomotori per gli spostamenti degli operai, vagoni da smarino che si muovono su rotaia per trasportare i materiali di scavo, tutti macchinari e impianti per il revamping della miniera e propedeutici alla riapertura.

«Un lavoro di nicchia ma, senza imprese che sappiano produrre le attrezzature giuste, rilanciare l’attività estrattiva in Italia sarebbe impossibile – sottolinea Alberto Menoncello, Ceo e Presidente dell’azienda -. È da quando siamo nati, nel 1919, che ci occupiamo di fornire rotaie, scambi, vagoni e attrezzature varie per il tunnelling, cioè per realizzare gallerie sotterranee, o per l’attività estrattiva, il mining. Per questo tipo di lavori servono mezzi per trasportare i materiali di scavo e poterli poi trasportare in superficie, vale per le miniere come per gli scavi di gallerie e condotte. Oggi però il tema del recupero delle miniere è fortemente sotto i riflettori».

Un intervento che si inserisce nel piano di valorizzazione delle risorse minerarie che mappa 76 siti dismessi e prevede la riattivazione di giacimenti di interesse nazionale. Tra questi anche il sito di Silius, che ha un giacimento con un potenziale di 3 milioni di tonnellate di fluorite, sempre più richiesta per le batterie che alimentano le autoelettriche e per lo stoccaggio di energia rinnovabile. «È una risorsa strategica per la transizione ecologica – argomenta Menoncello –. Negli ultimi dieci anni la domanda di fluorite è cresciuta in modo costante e continuerà ad aumentare con l’accelerazione verso energia pulita e tecnologie green. Questa commessa ci rende particolarmente orgogliosi: ci conferma attori chiave in un dibattito cruciale per il futuro dell‘Italia e per la riduzione della dipendenza dall‘estero».

La scommessa di Silius non è che l’ultimo tassello nel mosaico delle opere portate avanti dall’azienda che in ambito tunnelling e mining, ha partecipato a progetti internazionali che vanno dal Tunnel della Manica, alla TAV Torino-Lione, continuando con la Metro di Roma, il passante ferroviario di Firenze, la diga di Campolattaro.

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