I segnali sono incoraggianti: qualche defezione – tra i visitatori in arrivo dall’area del Gofo o da altri Paesi i cui voli transitano per quell’area – sarà inevitabile. Ma stando ai biglietti venduti, alle prenotazioni alberghiere e alle prenotazioni dei voli, il Salone del Mobile di Milano che apre oggi a Rho, negli spazi di Fiera Milano, si preannuncia con numeri positivi che confermano l’importanza di questa manifestazione non solo per l’industria italiana del design, ma anche per la comunità del design e del progetto a livello globale.
Un’ulteriore conferma dell’importanza di questa manifestazione è data dalla nutrita presenza di istituzioni politiche. Oggi sono infatti attesi, al taglio del nastro, il presidente del Senato Ignazio La Russa e il vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani. In tarda mattinata è attesa anche la premier Giorgia Meloni, mentre nel primo pomeriggio arriverà anche il vice presidente del Cdm e ministro della Infrastrutture Matteo Salvini.
Un punto fermo… in evoluzione
Un «punto fermo in un tempo instabile». Questo è , nelle parole della presidente Maria Porro, il Salone del Mobile di Milano. E mai come in questi ultimi anni essere un punto fermo – sebbene in continua trasformazione ed evoluzione – è diventato un valore fondamentale per le imprese e i professionisti dell’arredo e del design, sovrastati da eventi imprevedibili e incontrollabili.
La pandemia da Covid 19, la guerra tra Russia e Ucraina, la crisi energetica e delle catene di approvvigionamento, i dazi americani, il rallentamento della promessa cinese. E ora la guerra in Iran, che mette a rischio la crescita globale, impattando in particolare su un’area – quella del Golfo – in cui l’industria dell’arredamento sta investendo da anni con convinzione, come dimostra l’evento pilota organizzato lo scorso novembre a Riyadh dal Salone stesso («Red in Progress»), in vista del lancio, il novembre prossimo, della prima edizione di un vero e proprio spin-off della manifestazione nella capitale saudita.
Gli effetti della guerra in Iran
L’impatto della guerra sul Salone è stato pressoché nullo per quanto riguarda gli espositori: solo due aziende, una libanese e una indiana, hanno cancellato la propria partecipazione, perché impossibilitati a spedire le merci, oltre a due gallerie emiratine. Eventuali defezioni da parte dei visitatori saranno invece quantificabili solo a partire da oggi, giorno di inaugurazione della 64esima edizione della manifestazione, che sarà aperta fino a domenica negli spazi di Fiera Milano a Rho.

