Il risiko bancario italiano si arricchisce di una nuova doppia mossa.
Banco Bpm propone a Banca Monte dei Paschi un’aggregazione tra i due istituti. Un’operazione che darebbe vita al terzo polo bancario italiano, un gruppo da oltre 50 miliadi di capitaliazzazione e 6 di utile, secondo in calcoli della banca milanese.
Ma ecco che a fronte dell’offerta di Banco Bpm, a stretto giro arriva Intesa SanPaolo a sparigliare le carte. Insieme a Bper, la banca popolare dell’Emilia Romagna, il cui azionista di riferimento è Unipol, Intesa sarebbbe pronta a presentare una controfferta. Rileverebbe da Mps Mediobanca e la sua partecipazione del 13% nella compagnia assicurativa Generali, mentre Bper acquisirebbe le attività bancarie dell’Istituto senese.
Due mosse preparate nel più stretto riserbo e che nessuno degli istituti bancari coinvolti per ora commenta. Intanto, però, Monte dei Paschi, da poco risanato e rilanciato da Enrico Lovaglio, aveva già fissato per l’inizio della settimana un consiglio di amministrazione e secondo indiscrezioni di appresterebbe a valutare il da farsi.
Mosse e contro mosse che si sovrappongono, mentre è in corso un’offerta, quella pubblica di scambio di Unicredit (che è a sua volta salita al 9% di Generali) sulla tedesca Commerzbank. Il consolidamento del sistema bancario italiano prende forma, sullo sfondo un altro tassello del corposo rispamio degli italiani: il mondo delle assicurazioni.

