“La Commissione europea condanna la decisione della Fondazione Biennale di consentire alla Russia di partecipare all’edizione 2026 della Biennale Arte di Venezia. In Europa la cultura deve promuovere e salvaguardare i valori democratici, favorire il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione, valori che non sono rispettati nella Russia di oggi”. “La Fondazione Biennale riceve sostegno nell’ambito del programma europeo ’Creative Europe Media’ per la produzione cinematografica, i mercati del film e la formazione. Si tratta di una sovvenzione di due milioni di euro per un periodo di tre anni, destinata a sostenere i produttori cinematografici, le tecnologie immersive e le attività di formazione”. Lo ha detto il portavoce della Commissione Ue Thomas Regnier nel corso dell’incontro quotidiano con la stampa, interpellato sulla condanna arrivata ieri da 22 Paesi Ue e dall’esecutivo comunitario stesso della decisione della Biennale di consentire alla Russia di riaprire il suo Padiglione nazionale all’esposizione di quest’anno. con l’ipotesi che vengano esaminate altre azioni, tra cui la sospensione o la cessazione di una sovvenzione dell’Ue in corso alla Fondazione.

La replica della Biennale

“La Biennale è una istituzione indipendente e libera. Siamo in democrazia, non in una dittatura. Siamo per l’Ucraina senza se e senza ma. C’è l’Ucraina, uno stato aggredito, e c’è uno stato aggressore. Altra cosa è il popolo russo, con cui non siamo in guerra”. Lo ha detto oggi il sindaco di Venezia, durante la presentazione dell’accordo di collaborazione per il “Polo del Mare” all’Arsenale, a proposito della presenza del padiglione russo alla Biennale D’Arte. Ricordando che “con la mia famiglia abbiamo ospitato dei profughi ucraini, abbiamo fatto un gemellaggio con Odessa, dove mi sono recato anche personalmente nel 2023”, Brugnaro ha aggiunto che “noi siamo uno luogo di diplomazia, Venezia è un luogo di libertà. Noi non possiamo muoverci come fanno le dittature, perché siamo una democrazia. In un luogo di cultura dobbiamo ascoltare e dialogare. Dicono che ’chiunque tocca il mare, tocca il mondo’. La nostra non è assolutamente una scelta politica di parte, ma è una scelta che rivendichiamo come difesa della democrazia, della nostra democrazia”, ha concluso.

Il diritto della Russia

La Russia non è stata invitata alla 61esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, che si svolgerà da sabato 9 maggio a domenica 22 novembre 2026 con la partecipazione di 99 Paesi e 31 eventi collaterali. La presenza della Federazione Russa deriva, invece, da una procedura ordinaria prevista dal regolamento della manifestazione per i Paesi che possiedono un proprio padiglione ai Giardini. La Russia è proprietaria di un padiglione ai Giardini dal 1914. In totale sono 29 i Paesi proprietarie di un padiglione nazionale alla Biennale, a cui da quest’anno si aggiungerà il Qatar. Come più volte chiarito dall’Istituzione veneziana, presieduta da Pietrangelo Buttafuoco, sono i Paesi riconosciuti dalla Repubblica Italiana a chiedere autonomamente di partecipare alle mostre della Biennale. Nel caso di Stati proprietari di un padiglione ai Giardini – come la Russia – la procedura consiste in una semplice comunicazione della volontà di partecipare.

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