Il Papa all’Angelus, recitato da Castel Gandolfo nel giorno della ricorrenza religiosa cattolica dell’Assunzione di Maria, ha rivolto un pensiero ai popoli che soffrono per la guerra. Leone ha pregato Maria per «quelle comunità che hanno particolarmente bisogno di essere consolate e di continuare a sperare. Penso ai fratelli e alle sorelle della Terra Santa, che è per eccellenza anche la terra di Maria. Penso al popolo ucraino e al popolo russo, entrambi legati da filiale devozione alla Santa Madre di Dio. Penso ai cristiani che soffrono discriminazione o addirittura persecuzione». «Continuo a pregare in questi giorni per le popolazioni colombiane che soffrono a causa del terremoto», ha aggiunto.
Il Papa: «Guardiamo ai giovani controcorrente che crescono onesti»
Il mistero della grandezza di Maria, celebrata oggi dalla Chiesa, può essere rintracciato nella vita di tutti i giorni. «La sublimità del Mistero che celebriamo, allora, non dobbiamo cercarla lontano. Possiamo incontrarla – ha detto il Papa nell’omelia della messa a Castel Gandolfo – là dove c’è vera carità: negli occhi di un papà e di una mamma che tornano a casa dopo una giornata di lavoro, stanchi, ma felici di stare coi loro bambini; nei volti di nonni e nonne che, nonostante gli acciacchi dell’età, si riaccendono di energie inaspettate nel prendersi cura dei nipotini; o ancora nell’impegno di giovani che si sforzano di crescere puliti e onesti – ha sottolineato Leone XIV -, pronti anche ad andare controcorrente rispetto a ’quello che fanno tutti’; infine nell’opera di tanti uomini e donne che quotidianamente, con fede e dedizione, contribuiscono a portare un po’ di Cielo sulla terra e la terra verso il Cielo».

