L’assemblea dei soci del Monte dei Paschi di Siena riunita stamattina non ha approvato l’acquisto di azioni proprie per i programmi di assegnazione delle azioni al personale della banca. A esprimersi contro è stato oltre il 50% del capitale.
Prima del voto Cesare Bisoni, presidente di Mps, ha ricordato che l’acquisto di azioni proprie non ha ancora ricevuto l’ok della Banca centrale europea.
Il voto contrario arriva su uno dei punti all’ordine del giorno dell’assemblea ordinaria, mentre sarà l’assemblea straordinaria il momento culminante dell’assise senese.
Sempre nell’assemblea Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Mps, ha illustrato il progetto di fusione di Mediobanca in Mps e il successivo scorporo, sottolineando come con questa operazione Monte dei Paschi di Siena “non scompare”.
Lovaglio si è dichiarato “sorpreso” dal cambio di posizione di Intesa Sanpaolo, inizialmente favorevole all’operazione quando l’Opas fu lanciata a giugno. Posizione mutata di recente con la richiesta di non procedere con la fusione.
Un cambiamento che per Lovaglio condizionerebbe il consenso dell’assemblea. Lovaglio ha rivendicato che l’integrazione tra Mps e Mediobanca “sta funzionando meglio del previsto, con la revisione al rialzo delle sinergie industriali” da 700 a 800 milioni. Il progetto di fusione “ha un obiettivo preciso – aggiunge Lovaglio – allineare la struttura societaria al modello operativo che già funziona”.

