Codice di condotta e nuovi limiti di valutazione del rischio. Mentre sui richiami dal mercato di 65 Paesi dei prodotti per lattanti a marchio Nestlè, Danone, Lactalis a causa della presenza della tossina cereulide, si fa largo l’ipotesi di una matrice cinese, l’Autorità per la sicurezza alimentare Ue (Efsa) interviene con una nuova regolamentazione. Lo scopo è indirizzare i gestori del rischio Ue rispetto a eventuali ulteriori richiami in linea con le misure precauzionali di salute pubblica.
La black list
Intanto – precisa l’Efsa – i prodotti della black list non devono essere somministrati a neonati, o bimbi piccoli e quelli che sviluppino vomito o diarrea dopo aver consumato latte artificiale incluso nei lotti ritirati dal mercato devono consultare un pediatra. In presenza di sintomi gravi come disidratazione o vomito persistente, devono recarsi subito al pronto soccorso.
La dose da non superare
Nel documento appena diramato, gli scienziati dell’Efsa stabiliscono una ARfD di 0,014 μg/kg di peso corporeo . L’ARfd – scrive l’Authority – è un nuovo termine entrato nel glossario con cui si indica la “dose acuta di riferimento” e corrisponde alla stima della quantità di una sostanza presente negli alimenti, normalmente espressa in base al peso corporeo (mg/kg o μg/kg di peso corporeo), che può essere ingerita in un periodo di 24 ore o meno senza rischi apprezzabili per la salute del consumatore.
Poiché i neonati molto piccoli (di età inferiore a 16 settimane) metabolizzano le sostanze in modo diverso dagli adulti, l’Efsa ha adottato un approccio cauto e ha aggiunto un ulteriore fattore di sicurezza nel definire questa soglia. Nel report si stabilisce un valore di 260 ml per chilogrammo di peso corporeo come valore oltre il quale nel latte artificiale scatta l’esposizione a breve termine (24 ore). Per il latte artificiale di proseguimento, il valore è di 140 ml per chilogrammo di peso corporeo. Il superamento dei livelli di sicurezza avviene con una concentrazione di 0,054 μg/L per il latte artificiale e di 0,1 μg/L per il latte artificiale di proseguimento.
L’allarme di dicembre
I richiami di diversi lotti e marchi (in Italia anche Granarolo ha richiamato in via precauzionale il latte di proseguimento 2 Uht della linea Granarolo Bimbi) per la presenza di una tossina prodotta dal batterio Bacillus cereus, che causa vomito e diarrea, sono iniziati a dicembre 2025 .

