Invita a votare “per coerenza” contro la conversione in legge del decreto sugli aiuti all’Ucraina, malgrado l’accordo trovato dalla Lega con gli altri partiti della maggioranza per un testo in cui viene data priorità agli aiuti civili su quelli militari. Ha un’agenda fittissima di impegni (ieri era a Ventimiglia per un’incontro organizzato dai suoi Team a un convegno dal titolo “Sicurezza non è uno slogan. È un diritto”) per teatri e piazze d’Italia.
L’assenza di Vannacci alla kermesse della Lega in Abruzzo
Eppure Roberto Vannacci, vicesegretario della Lega, non partecipa alla tre giorni (dal 23 al 25 gennaio) organizzata dal Carroccio tra Roccaraso e Rivisondoli in Abruzzo. Una kermesse che vede tutti i big di partito (ministri, sottosegretari, parlamentari) chiamati a confrontarsi con militanti e amministratori locali sui temi dell’attualità: dalla sicurezza, al referendum sulla giustizia; dall’economia alla scuola. Quella di Vannacci è un’assenza che pesa. E segna una distanza e probabilmente la volontà di rimarcare la sua autonomia all’interno del partito.
I dissidenti nella Lega
Sulla possibile nascita di una sua formazione politica l’eurodeputato da tempo tiene le carte coperte. “Mai dire mai nella vita!” ha dichiarato ieri in un’intervista ai quotidiani del gruppo Nem, lasciando la porta aperta. Altre volte aveva bollato le ipotesi di scissione come “speculazioni politiche”. Sta di fatto che alla Camera lo scorso 15 gennaio due deputati leghisti (Rossano Sasso e Edoardo Ziello) hanno preferito la linea Vannacci alla linea Salvini e, disattendendo le indicazioni di partito hanno votato contro la risoluzione di maggioranza sull’Ucraina. Come loro Emanuele Pozzolo, ex di FdI, che quando un mese fa Vannacci venne alla Camera ammise “una comunanza di visioni con molte posizioni del generale”. Troppo pochi per creare un gruppo autonomo a Montecitorio. Abbastanza per immaginare l’”avanguardia” di un partito a destra della Lega, tipo Afd tedesca
Il dibattito sui diritti civili
La kermesse abruzzese della Lega si intitola “Idee in movimento”. Uno slogan (affiancato all’altro “La nostra forza sono i territori”) non casuale. Che ci sia fermento e una discussione in atto nel partito lo conferma il fatto che nel programma compaia un panel su fine vita e temi etici con la partecipazione di Francesca Pascale, ex compagna di Silvio Berlusconi, da sempre vicina al mondo Lgbtq e mai tenera in passato con la Lega di Salvini.
Il botta e risposta Vannacci-Pascale
Una presenza che ai “duri e puri” non è piaciuta. Compreso Vannacci che chiosa sarcastico: “Non sapevo che Pascale, oltre a essere dottore magistrale ed accademico in diritti civili, fosse anche un fine analista politico”. Ma Pascale non è meno dura: «Se Vannacci lascerà la Lega per il tema dei diritti? E’ un alibi, in realtà ha costruito la scissione da tempo, si è servito della Lega, di Salvini e di tutto l’elettorato della Lega per avere il suo spazio. E questo è politicamente terribile».
