L’incontro non è servito a sciogliere i nodi. Ma sancisce per lo meno una tregua in vista dell’appuntamento di Pontida il 20 settembre. Che, come assicura il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, (in bilico dopo le critiche alla linea nazional-sovranista di Salvini) “è sacra quindi saremo tutti uniti, quello è certo”. Matteo Salvini incontra dopo pranzo a Roma (in una pausa dei lavori della due giorni leghista dedicata alle proposte in vista della manovra) la “fronda” dei governatori del Nord (Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga, Maurizio Fugatti e l’ex Luca Zaia – non il veneto Alberto Stefani, considerato vicino al segretario) che da mesi sono in pressing (anche se solo Fontana si è esposto finora pubblicamente) una gestione collegiale del partito in crisi di consenso e un rilancio della questione settentrionale.

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Un faccia a faccia nella casa romana del leader, lontani da occhi indiscreti. Il comunicato ufficiale parla di “clima di assoluta collaborazione” e di “occasione per confrontarsi sulla roadmap della Lega” in vista “delle imminenti scadenze elettorali”. Con la condivisione della “volontà di avviare” la “definizione di un manifesto programmatico, capace di raccogliere idee, priorità e proposte della Lega”. Con l’appuntamento di Pontida definito “un momento fondamentale per rilanciare l’azione politica e di governo della Lega”. Nel faccia a faccia in realtà non mancano i momenti di tensione

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