Il motivo per cui i filtri non scompaiono è dovuto alla loro composizione che non si deteriora facilmente. Secondo un recente studio dell’Università degli studi di Napoli Federico II, abbiamo piuttosto una progressiva frammentazione in particelle sempre più piccole, anche dopo dieci anni. Inoltre, lo studio ha evidenziato un secondo picco di rilascio di nicotina e altre sostanze chimiche tossiche cinque anni il momento dell’abbandono, compromettendo lo sviluppo degli organismi marini.

L’impatto sulla biodiveristà

La biodiversità potrebbe rimetterci a causa dei fumatori. Sono sempre di più le speci a rischio, anche in Italia. La tartaruga caretta caretta – al centro del progetto LIFE Turtenest – nidificano sempre di più sulle coste italiane a causa dell’aumento delle temperature. Tocca poi al fratino, un piccolo uccello simbolo dell’ecosistema dunale che si può individuare su alcuni litorali, da quello adriatico a quello ionico, sarde e siciliane. Anche questa specie è al centro del nuovo progetto europeo LIFE Alexandro, cofinanziato dal Programma LIFE dell’Unione Europea.

Pioggia di ordinanze sui litorali italiani

Brutte notizie per i fumatori: crescono sempre di più nei territori comunali della Penisola le ordinanze antifumo sul lungomare e sulla battigia (e anche in Europa). L’ultima è quella di Pesaro, che ha rafforzato la norma emanata nel 2019 ampliandone l’area di applicazione, passando dai primi 5 metri dalla battigia a tutto l’arenile.

Sono 18 al momento quelle registrate da Legambiente. Il provvedimento tocca i comuni di San Benedetto del Tronto, Rimini, Cesenatico, Ravenna, Latina, Pomezia, Gaeta, Lerici, Arenzano, Loano, Porto Cesareo, Barletta, Arzachena, Alghero, Oristano, Olbia, Tortolì e Quartu Sant’Elena.

Anche il Comune di Roma si prepara a vietare il fumo sulle spiagge del litorale capitolino, tra cui le sigarette elettroniche. Già a partire dalla prossima estate a Ostia, Castel Porziano e Capocotta potrebbe scattare la stretta.

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