Numeri contrastanti, che rispecchiano la situazione di incertezza e di continua evoluzione sui mercati internazionali. Secondo i dati elaborati dal centro studi di FederlegnoArredo, infatti, l’export dell’intera filiera ha dimostrato infatti una tenuta nei primi otto mesi dell’anno, registrando una flessione dello 0,2%, nonostante il dato negativo di agosto, che ha segnato un -4,7% complessivo su base annua, su cui ha sicuramente influito il pesante calo negli Stati Uniti (-16,4%), che rappresenta per l’industria del legno-arredo il secondo mercato di sbocco dopo la Francia.

L’andamento nel periodo gennaio-agosto

Francia anch’essa in affanno, come dimostra il dato sui primi otto mesi, con un -2,4%. Mentre la Germania dimostra una certa stabilità (-0,4%): troppo presto per dire se sia il segnale di una possibile ripresa di quello che fino a pochi anni fa era il secondo mercato di riferimento per i prodotti italiani di legno e arredo, ma di certo la speranza è che sia quanto meno terminato del lungo periodo di difficoltà di questo Paese.

Guardando al periodo gennaio-agosto (12,7 miliardi di euro complessivi di esportazioni) i dati sono, come detto, contrastanti: ci sono mercati, anche importanti, che hanno perso molto terreno, come la Cina, che ha segnato un pesante -10,9%, «a causa della crisi immobiliare, ma anche di un effetto dei dazi statunitensi, che pesa anche sulla loro economia», osserva il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin, che però indica nell’incremento di importazioni di prodotti cinesi in Europa l’effetto più evidente e grave dei dazi introdotti da Trump.

La situazione negli Stati Uniti

Per ora: perché i dati di agosto sull’export verso gli Usa e le stime di settembre (-9% circa) non lasciano presagire nulla di buono: «Se le perdite sul mercato statunitense si confermeranno su questi valori anche nei mesi successivi, il calo potrebbe cominciare a diventare significativo nel 2026», aggiunge Feltrin. Il dato cumulato gennaio-agosto, invece, segna “appena” un -1,7%, grazie al picco di vendite registrato in primavere, probabilmente proprio per prevenire l’introduzione delle tariffe doganali. Tanto che, per la fine di quest’anno, FederlegnoArredo stima sì un calo dell’export verso gli Usa ma, tutto sommato, contenuto a una cifra.

I Paesi più dinamici

Tra i Paesi che, viceversa, confermano una buona dinamicità si segnalano il Regno Unito, con un +4,2% tanto più significativo se si considera che si tratta della quarta destinazione di legno-arredo italiano; il Canada (+8%); gli Emirati Arabi Uniti (+4,7%); i Paesi Bassi (+7,4%); la Turchia (+23,3%) e il Marocco (+50%). «Ci sono tanti mercati minori che performano molto bene e che quindi, presi tutti assieme, riescono per il momento a compensare i dati negativi di mercati importanti come Francia, Stati Uniti e Cina», dice ancora Feltrin. «Per il prossimo anno – aggiunge – ci aspettiamo un primo semestre di stabilità e confidiamo in un maggiore dinamismo nel secondo semestre, sebbene, stante la situazione, fare previsioni sia davvero un esercizio complesso».

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