La stessa riforma ha previsto una Piattaforma nazionale delle liste di attesa, realizzata da Agenas e resa disponibile nel giugno 2025. Il sistema raccoglie dalle Regioni dati su prenotazioni, classi di priorità, tempi medi di attesa e volumi delle prestazioni. L’obiettivo dichiarato è proprio quello di rendere misurabile il fenomeno e aumentare la trasparenza.
Eppure, secondo De Felice, resta uno spazio per un monitoraggio costruito direttamente dai cittadini. «Il vero polso della situazione non esiste», sostiene, proponendo un sistema indipendente che possa essere modificato e adattato alle diverse specialità e prestazioni.
L’IA e il chatbot
L’intelligenza artificiale, in questo caso, non viene quindi utilizzata per prendere decisioni cliniche, ma come strumento organizzativo per raccogliere, classificare e confrontare informazioni. Il chatbot è pensato come un modulo di segnalazione: più cittadini partecipano, più il campione può diventare significativo. «Sicuramente un sistema che potrebbe essere implementato se ritenuto utile», scrive De Felice, sottolineando però che la qualità del risultato dipenderà dalla precisione e dalla reale partecipazione degli utenti.
La sfida è trasformare così le singole esperienze – spesso difficili da far emergere attraverso i normali percorsi amministrativi – in un dato collettivo. Non una nuova lista d’attesa parallela, dunque, ma un possibile strumento di controllo civico. Le segnalazioni vengono infatti destinate all’Osservatorio Cataratta Lombardia, che dovrebbe raccoglierle e renderle disponibili alle istituzioni.
Cataratta “banco di prova”
La questione è particolarmente rilevante in una fase in cui il governo delle liste d’attesa è diventato una delle priorità della sanità pubblica. Nel gennaio 2025 i Nas avevano rilevato irregolarità nel 27% dei circa 3mila controlli effettuati nelle strutture sanitarie, con criticità che riguardavano anche la gestione delle agende, la chiusura delle disponibilità, l’uso delle classi di priorità e il ricorso all’intramoenia.

