Quarantadue ori, argenti, bronzi e meriti speciali assegnati alle migliori campagne italiane di comunicazione che si sono distinte nel 2025. E poi il premio come miglior agenzia e le sezioni e premi speciali sponsor per altri sei riconoscimenti. E infine il premio assoluto, ossia il “premio dei premi” che è andato a The Sound Of Pride di Tbwa Italia per Cig Arcigay Milano, riconosciuta come la proposta più significativa dell’anno per impatto, visione strategica e qualità creativa. Sono questi i numeri dell’Italia che Comunica 2025 che conferma il suo ruolo di osservatorio privilegiato sulla creatività italiana, puntando non soltanto sulla qualità espressiva delle campagne ma soprattutto sul loro impatto reale su persone, mercato e società. Il premio annuale è promosso da Una (Aziende della comunicazione unite), che ha celebrato come ogni anno le campagne e i talenti che hanno saputo distinguersi nel panorama italiano. Tra i riconoscimenti speciali quello musicale è andato al cantautore Francesco Renga, quello per la cultura a Francesca Vecchioni, quello per il cinema all’attore e regista Alessio Boni, quello per lo sport a Ferdinando De Giorgi, head coach della nazionale maschile di pallavolo. E poi ancora il premio speciale fra le stelle a Flavio Cobolli. Nel corso della serata, è stato affidato l’incarico di presidente di giuria 2026 a Stefania Siani, Chief creative officer e Chief executive officer di Serviceplan Group Italia.
Il valore dell’impatto
La quattordicesima edizione ha introdotto un rafforzamento della prospettiva impact-driven e una nuova categoria dedicata al corporate branding. Un’edizione che ha puntato in modo deciso sull’impatto, anche per misurare il valore della comunicazione per aziende e cittadini. «Tutto questo significa tornare alla sostanza del nostro ruolo: capire in modo puntuale quali effetti generano le idee, le strategie e i progetti che mettiamo in campo. Quando si osserva davvero l’impatto della comunicazione, si comprende quanto essa incida sulla reputazione delle aziende, sui comportamenti delle persone, sulle scelte quotidiane e perfino sulla cultura», afferma Davide Arduini, presidente di Una. Nell’edizione 2025 la categoria corporate riconosce la centralità dell’identità aziendale come leva competitiva. «Questa nuova categoria è nata dall’esigenza, avvertita in modo crescente all’interno dell’organizzazione, guidata da Salvo Ferrara, organizzatore del premio, di valorizzare quei progetti capaci di esprimere con coerenza e autenticità l’identità e i valori delle aziende. È un ambito che oggi assume un ruolo strategico sempre più rilevante perché riguarda la capacità delle imprese di costruire fiducia, posizionamento e relazione nel lungo periodo», dice Arduini.
Tecnologie e persone
Così in un mercato in costante trasformazione, emergono nuove sfide che stanno ridefinendo il lavoro di agenzie e aziende sul fronte della comunicazione e che presuppongono nuove competenze strategiche e necessarie da mettere in campo. «La sfida più evidente è riuscire a integrare il potenziale della tecnologia e dell’intelligenza artificiale con il contributo umano, che resta decisivo per dare senso e direzione alle idee. La tecnologia accelera i processi, ma la visione, l’intuizione e la capacità di interpretare la complessità rimangono prerogative delle persone. Questo richiede professionisti capaci di muoversi in un contesto molto più ampio rispetto al passato: conoscere gli strumenti digitali e l’Ai, leggere i dati, comprendere i linguaggi contemporanei, ma anche coltivare pensiero critico, cultura del progetto e sensibilità creativa. È un’evoluzione che sta trasformando anche il ruolo delle agenzie, sempre più chiamate a essere partner strategici nei processi aziendali. In tutto ciò vedo una grande opportunità: se sapremo interpretare questa transizione con competenza e responsabilità, la comunicazione potrà conquistare un peso ancora più rilevante nelle decisioni delle imprese e nel modo in cui i brand dialogano con le persone», conclude Arduini.

