Questa mattina l’oro ha superato il record storico di 5600 dollari l’oncia, circa 150 euro al grammo, ed è una corsa che sta andando avanti da diverso tempo, ma nell’ultimo mese ha accelerato in modo veramente forte, è salito più di 1000 dollari l’oncia solo nell’ultimo mese.
Ma quali sono le ragioni? In primo luogo c’è la debolezza del dollaro che si sta svalutando sempre di più. Un anno fa, quando iniziò il mandato di Donald Trump, per un euro bastava un dollaro, ora ne servono 1,20. Una debolezza che si è acuita negli ultimi giorni quando Trump ha di fatto minimizzato questa svalutazione facendo capire che è disposto ad accettarne anche una maggiore.
Questo si somma naturalmente alle incertezze sui dazi e quelle internazionali, con le nubi che si stanno addensando sopra l’Iran in questo momento. Si aggiunge anche un fenomeno che è iniziato quando la Russia ha invaso l’Ucraina, cioè gli acquisti fortissimi da parte delle banche centrali di oro.
Sostanzialmente quello che dicono molti analisti è che si sta assistendo a un ribilanciamento degli equilibri. Gli investitori cercano di sganciare i loro investimenti dal dollaro americano: il 46% delle riserve mondiali al momento è in dollari ma è un equilibrio destinato a cambiare.
Crescono anche altri metalli, in particolare l’argento, cresciuto del 60% nell’ultimo mese, è scambiato a 117 dollari all’oncia, destinato a crescere ancora perché c’è questa grande richiesta di beni rifugio.

