Ci sono poco più di tre mesi per “salvare” LuisaViaRoma, piattaforma di vendita online di moda d’alta gamma (ma ha anche negozi fisici a Firenze e New York) finita in difficoltà finanziaria e bisognosa di un’iniezione di capitali.
Non li metterà Style Capital, il fondo di private equity guidato da Roberta Benaglia che nel 2021, nella fase Covid che ha segnato il boom del commercio online, con altri 37 soggetti aveva acquisito il 42% dell’azienda fiorentina attraverso il veicolo Florence srl, per una somma di 140 milioni di euro. Style Capital deteneva il 22% di Florence ma, grazie al possesso di azioni di “Serie A”, ne controllava la governance, così come controllava la governance di LuisaViaRoma.
Nelle settimane scorse Style Capital ha dismesso la sua partecipazione. Il 22% di Florence è stato rilevato, attraverso la società Holding 1, da Tommaso Maria Andorlini, ceo di LuisaViaRoma e fondatore dei negozi Playground, Sotf e della società Ffw che sviluppa siti e-commerce di moda (tutti business acquisiti da LuisaViaRoma), che già deteneva l’8% dell’e-retailer fiorentino sempre attraverso Holding 1. Il valore dell’operazione non è stato reso noto: Andorlini si limita a spiegare al Sole 24 Ore che si tratta di un investimento personale, realizzato tramite un meccanismo finanziario.
Con queste due partecipazioni (8% di LuisaViaRoma e 22% di Florence), il ceo controlla ora il 50% delle azioni e circa il 70% dei diritti di voto di LuisaViaRoma, fondata dall’imprenditore fiorentino Andrea Panconesi che ancora detiene il 50% del capitale. All’origine del riassetto azionario, in una fase delicata dell’azienda che nel luglio scorso è stata ammessa alla procedura di composizione negoziata della crisi e che ha in corso contratti di solidarietà per i 250 dipendenti, ci sono differenze di vedute e di strategie.
Andorlini spiega: «Ho comprato la quota di Style Capital per riportare LuisaViaRoma in una dimensione imprenditoriale di lungo periodo: il contesto di mercato rispetto al 2021 è profondamente cambiato, e ora ci vuole pazienza e una gestione ordinata che guardi lontano. Il lusso non ripartirà come un razzo nel 2026, e tutto il sistema moda dovrà essere bravo nel ritrovare un dialogo col consumatore, che da una parte è stato colpito dal rialzo incontrollato dei prezzi, dall’altra ha perso fiducia nella filiera per l’emersione dei casi di sfruttamento lavorativo». Serve un cambio di passo: «LuisaViaRoma è stata tra le prime a fare l’ecommerce e a usare gli influencer, oggi siamo di nuovo di fronte a una sfida di cambiamento e dobbiamo immaginarci il futuro».

